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I "tesori perduti" dalle Nazionali: la storia dei 15 più forti giocatori epurati dai ct

Il rapporto tra giocatore e allenatore, si sa, è una variabile molto importante nel calcio e, soprattutto in orbita nazionale, può precludere anche trofei a stelle indiscusse. L'episodio-Balotelli infatti, è solo l'ultimo caso di incomprensioni tra talenti e selezionatori. Ecco dunque i 15 calciatori più forti di sempre ad aver avuto problemi con le proprie nazionali.

I "tesori perduti" dalle Nazionali: la storia dei 15 più forti giocatori epurati dai ct

1) Fulvio Bernardini Agli inizio degli anni '30, l'allora ct azzurro Vittorio Pozzo, gli disse: "Non ti convoco più in nazionale. Tu sei troppo più bravo degli altri". Scelta rivedibile e priva di senso, infatti fu richiamato nel 1938.

2) Mario Corso Il centrocampista dell'Inter, inventore tra l'altro della famosa punizione "a foglia morta", era uno dei calciatori più amati dagli italiani. Litigò però all'epoca con il ct Edmondo Fabbri che, cresciuto professionalmente lontano dai grandi club, preferiva in nazionale l'ossatura "più provinciale" del Bologna piuttosto che quella nerazzurra: per questo motivo, Mariolino ne fece le spese. I fatti però gli daranno ragione: l'Italia, senza il suo talento, farà brutta figura ai mondiali 1962 e 1966, nei quali Corso non fu mai convocato.

3) Giorgio Chinaglia L'attaccante, reduce dalla conquista dello Scudetto con la Lazio nel 1974 (nella quale fu capocannoniere con 24 gol), fu convocato per i mondiali in programma lo stesso anno. Durante Italia-Haiti, fu sostituito dal ct Valcareggi: al suo posto entrò Anastasi, messo in campo "per allargare il gioco". Long John non prese bene la sostituzione, poiché riteneva che ben altri meritassero l'uscita dal campo al suo posto: uno su tutti Capello. Per questo Valcareggi fu mandato a quel paese da Chinaglia in mondovisione.

4) Roberto Mancini Il numero 10 jesino si rese responsabile addirittura di due litigi. Nel 1982 infatti, il ct Bearzot lo convocò nei 40 che si giocavano una maglia per il mondiale spagnolo, ma il Mancio combinò una marachella: appena ventenne, decise di andare a visitare New York approfittando dell'amichevole contro gli Stati Uniti. Bearzot si arrabbiò per non essere stato interpellato, e gli tolse la convocazione per anni.
Azeglio Vicini decise di richiamarlo, affidandogli una maglia da titolare nell'Europeo '88. Nel 1990 però, Mancini si arrabbiò per non aver giocato un minuto al mondiale, dichiarando di non voler fare la riserva di Baggio.

5) Bernd Schuster L'ex di Real e Barcellona abbandonò la nazionale a soli 24 anni. Il motivo? L'antipatia verso l'allora allenatore Derwall e alcuni senatori dell'epoca come Breitner e Rummenigge. La goccia che fece traboccare il vaso fu, nel 1983, il rifiuto ad una convocazione contro l'Albania causa nascita del figlio.

6) Eric Cantona Il genio e sregolatezza made in France litigò furiosamente con il ct transalpino Michel, che lo aveva accantonato dalla nazionale nel 1988. Tornò due anni dopo, entrando tra le grazie del nuovo tecnico Michel Platini.

7) Michael Laudrup Talento purissimo, ex di Juve e Lazio. Gli fu fatale, nel '92, un diverbio con l'allenatore Richard Møller Nielsen per fargli saltare la convocazione agli Europei. Un peccato, perché la Danimarca, seppur orfana di Michael, andrà a vincere la competizione trascinata dal fratello Brian.

8) Giuseppe Signori Capocannoniere per due anni di seguito con la Lazio, fu convocato da Sacchi per il mondiale Usa '94. Beppe gol però, trovò poco spazio, ed oltretutto venne impiegato nell'inconsueta posizione di esterno sinistro di centrocampo. Signori in realtà non rivelò pubblicamente alcun dissapore verso il ct di Fusignano, accettando le sue decisioni. Il suo mal di pancia, però, era noto a tutti: per questo, non vedrà più la nazionale.

9) Fernando Redondo Ha del surreale ciò che avvenne nel lontano 1995: l'allora ct argentino Daniel Passarella decise di non affidarsi più alle prestazioni di Redondo per un rifiuto, da parte del centrocampista, a tagliarsi i suoi lunghi capelli neri.

10) Clarence Seedorf L'ex milanista, incredibilmente, si trovò in netto contrasto con un altro storico rossonero: Marco Van Basten, che nel 2006 non gli concesse la convocazione per il mondiale tedesco. Gli strascichi tra i due sono continuati sino all'anno scorso, quando il Cigno ammise di non ritenere Seedorf l'allenatore adatto per il Milan.

11) Javier Zanetti Ebbene sì, anche il numero 4 interista compare in questa speciale classifica. Nel 2006 infatti, fu completamente ignorato dal ct della Selecciòn Pekerman, nonostante le precedenti qualificazioni. Zanetti e Argentina intera che, tuttora, ancora non conoscono il perché di questa decisione.

12) Juan Romàn Riquelme L'icona del Boca Juniors fu snobbato alla grande da Maradona che, nel 2009, non lo considerava "giocatore da nazionale". Da qui si scatenò il batti e ribatti, con Riquelme che decise di non vestire più la maglia albiceleste, e il Pibe de Oro che terminò la querelle con un raffinatissimo "non ne sentiremo la mancanza".
Proprio per questa decisione, Maradona entrò nella lista nera dei tifosi argentini, per i quali Riquelme ha sempre costituito un'icona di talento e tecnica.

13) Ricardo Carvalho Il difensore del Monaco abbandonò la nazionale 2011 tra le critiche di Paulo Bento, che lo definì un "disertore". Carvalho se la prese e non poco, commentando: "E' un mercenario. Io gioco in nazionale per amore, lui allena perché lo pagano. Non ho fatto niente per meritarmi di essere chiamato così".

14) Carlos Tevez L'Apache venne escluso nel 2011 dal ct Batista. "Non ho nemmeno ricevuto una telefonata per la spiegazione - confessò Tevez-. Smentite ormai ufficialmente le voci che gli affibbiavano un litigio con Leo Messi, resta ancora un'ipotesi nascosta riguardo alla sua mancata convocazione per tre anni: la fede politica dello juventino, che si fece fotografare con Mauricio Macri, avversario del governo Kirchner. E pure il successivo allenatore Sabella, riconobbe pubblicamente di essere kirchnerista. Un caso che anche con lui l'Apache non toccò mai campo?

15) Mario Balotelli Con Prandelli e ora con Conte, Super Mario è riuscito, suo malgrado, a inimicarsi allenatori e tifosi azzurri. Il rapporto con la nazionale italiana, pertanto, pare oramai irrecuperabile.