22/1/2008

Diego Jr, gol e marchio di fabbrica

A Tgcom: "Sogno Napoli,ma in Spagna..."

Diego Armando Maradona Jr. è tornato a far parlare di sé grazie a un gol. Una rete realizzata da 30 metri con la maglia del Venafro (serie D) e molto simile al capolavoro di Diego senior in Napoli-Verona del 1985. "Mi fa piacere che il gol sia stato paragonato a quello di mio padre - ha detto a Tgcom - Rete alla Pirlo o alla Maradona? Mi tengo il 'marchio di fabbrica'. Il sogno è il Napoli, ma in Spagna mi seguono".

Il fisico non tradisce, quei capelli ricci che gli scendono appena sulle spalle lasciano per un momento sbigottiti, riportano la mente indietro con gli anni, a quella parabola maligna che ne contribuì ad ingrandire il mito. Un sinistro che scosse il San Paolo, troppo se paragonato a un destro finito all'incrocio dei pali su un campo di serie D e registrato da un osservatore poco attento. Un numero 15 indossato che sembra quasi un oltraggio al cospetto di quel nome, così pesante, foriero di problemi calcistici e extra che però ha fatto rivivere il ricordo nella prodezza di quel figlio orgoglioso di chiamarsi Diego Armando Maradona. Diego Jr. ha finalmente dimostrato sul campo di essere un giocatore vero, pronto a migliorarsi e, perché no, a volte, a stupire chi lo guarda in attesa di una magia, di un colpo vincente. Questa volta il figlio del Pibe de Oro, il coniglio dal cilindro lo ha tirato fuori davvero, con un gol che ha fatto sobbalzare tutti, ha riaperto dibattiti e paragoni, cose che fanno piacere a Maradona Junior che si stringe nelle spalle e va avanti per la sua strada.

Diego, allora, è il caso di dirlo: finalmente! Quanto lo hai aspettato e cercato questo gol?
"C'è una soddisfazione enorme, l'attesa è stata lunga e la necessità di ripagare Venafro, il presidente Nicandro Patriciello e i tifosi che mi vogliono bene era pressante. E' stata una vera e propria liberazione. Un gol giunto in un momento inaspettato. L'altra notte ho avuto la febbre, non mi reggevo neanche in piedi, poi ti capita quello che non ti aspetti, il calcio è così. Una felicità doppia, c'era la tv, c'erano i miei nonni, di meglio non poteva accadermi".

Non è stata una rete normale lo sai, non ti è venuto in mente che ricorda il gol di un certo Maradona in Napoli-Verona del 1985?
"Al primo impatto non credevo di aver fatto un gol così bello, me ne sono reso conto solo dopo la gara riguardando le immagini. Il paragone fa piacere anche perché credo che quella rete sia stata una delle più belle mai segnate".

Recentemente hai affermato di avere Pirlo come modello. Quindi il gol come va considerato: alla Pirlo o alla Maradona?
"Mah, diciamo che, per ora, mi tengo il 'marchio di fabbrica'. Pirlo è un grandissimo giocatore, il migliore nel suo ruolo e io, essendo un regista, non posso fare altro che ispirarmi a lui".

Sinceramente, Diego quanto è difficile portare questo nome?
"Io non ci penso, vado avanti per la mia strada, poi le persone intelligenti capiscono che non tutti nascono baciati dalla fortuna di un talento immenso, anzi nessuno può considerarsi alla pari di uno come mio padre, un extraterreste. Io sono, a detta dei tecnici che ho avuto, un buon giocatore che ha bisogno di allenarsi per migliorare nel tentativo di raggiungere certi livelli".

Dopo l'esperienza di Cervia e l'attenzione mediatica che hai attirato, tante difficoltà, cosa è successo?
"Ho perso fiducia in me stesso, nelle mie possibilità. Quando si arriva a quel punto non è facile riuscire a rialzarsi, a ricominciare. Poi ho avuto una bellissima esperienza al Quarto, in eccellenza. Devo tanto al tecnico Ciro Morosetti che mi ha dato tanta fiducia e mi ha voluto bene come un padre".

Ci sono state voci, negli ultimi mesi, che hanno ipotizzato l'interessamento di squadre all'estero. Si è parlato di Spagna, Valencia, ma anche di Scozia. Quanto fondate sono queste notizie?
"Sarebbe una bugia dire che non ci sono stati contatti. Per quanto riguarda la Spagna esistono un paio di situazioni interessanti. Mi stanno seguendo, poi a giugno valuteranno se sarà il caso di darmi una possibilità".

Il presente si chiama serie D, Venafro. Il futuro cosa pensi ti riserverà?
"Intanto penso a raggiungere il massimo traguardo possibile con la mia squadra. Poi se avrò fatto bene, spero in un'esperienza in serie C o magari in B per fare il definitivo salto di qualità. Certo il sogno, come per ogni ragazzo napoletano, è quello di salire le scalette del San Paolo".

Desiderio proibito, sogno impossibile, stimolo costante per scrollarsi di dosso un'etichetta troppo pesante.

Augusto De Bartolo