9/1/2008

Henry: "Via dalla Juve per Moggi"

"Mi mancò di rispetto e cambiai aria"

La Juventus prende atto anche di questa realtà: se non fosse stato per l'ex dg Luciano Moggi, Thierry Henry sarebbe ancora un giocatore bianconero. A rivelare il retroscena è lo stesso attaccante del Barcellona, in un'intervista a 'Sky'. "Con Lippi non giocavo - spiega -, ma con Ancelotti le cose cambiarono. Poi, accadde qualcosa con Moggi, anche se non voglio entrare nei dettagli. Mi mancò di rispetto e me ne andai".

Una chiacchierata sulla sua carriera, con una carrellata di gol che lasciano di sale per numero e fattura. 'Sky' l'aveva impostata così e non si sarebbe mai aspettata che Titì Henry trovasse il tempo e il piglio per un'offensiva tanto cruenta nei confronti di un vecchio 'nemico'. Ma alla domanda sulle motivazioni che lo portarono a non 'sfondare' all'ombra della Mole, il transalpino si è lasciato andare a confidenze particolarmente succose. "Quando arrivai alla Juventus avevo un problema alla schiena, ma volevo giocare subito - ha raccontato il blaugrana -. Con l'attuale tecnico rossonero cominciai a essere titolare in tutte le partite. All'inizio non andò benissimo ma, dopo il match di Roma, cominciai a segnare, fare assist". Quindi, lo screzio non meglio precisato con Luciano Moggi e la fine della sua parentesi italiana. "Qui uscì il mio carattere - ha sottolineato Henry -, perché io sono un ragazzo onesto e, per me, si trattava di una cosa irrispettosa. Probabilmente, se non fosse stato per questo, avrei continuato a giocare per la Juventus, ma dissi loro che non volevo più stare lì".

Un'altra 'bomba', destinata a far sentire per qualche tempo il frastuono di una deflagrazione inattesa. Anche la più grande cantonata del mercato bianconero porterebbe in calce la firma di 'Big Luciano', con buona pace di Cobolli Gigli e della sua truppa, intenti ad allontanare fantasmi e scheletri di un passato che ha già riscosso il proprio tributo. Il francese del Barça ha scelto la platea di 'Sky' anche per lanciare un messaggio, con il pensiero rivolto all'ennesima sfida tra gli azzurri e i 'Bleus', in programma all'Europeo. "Mi piacerebbe minimizzare tutto perché, in una partita come quella di Milano, tutti parlavano senza nessun senso, giocatori, allenatori, e alla fine del match tutti si baciavano - ha detto -. Questo è quello che vorrei dire alla gente: non leggete quello che si dice per creare un'atmosfera di odio, perché abbiamo visto cosa l'odio possa fare. E noi non vogliamo questo. Alla fine di quella partita Cannavaro salutava Thuram, io parlavo con Zambrotta senza nessun problema. Certo, è un match e quindi possono esserci botte, ma dopo si continua a vivere normalmente. La Coppa del Mondo è stata due anni fa e ci sono ancora persone che ne parlano: l'Italia ha vinto e noi abbiamo perso. Tutto qui". In vena di 'ramanzine', arcinote e sorprendenti, ma comunque mai banale il solito Titì.