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6/12/2005

Ciclismo: è morto Charly Gaul

Il più grande scalatore della storia

Il mondo del ciclismo piange la scomparsa di uno dei suoi più grandi protagonisti. All'età di 73 anni Charly Gaul è morto a causa di un'embolia polmonare presso l'ospedale del Lussemburgo. Soprannominato "L'Angelo della Montagna" per le sue incredibili doti di scalatore, Gaul è stato il primo ciclista non italiano a conquistare per due volte il Giro d'Italia (1956 e 1959). Nel suo palmares anche un Tour de France.

Gaul (afp)

Se ne è andato per un'embolia polmonare l'ennesimo campione di un ciclismo che non c'è piu, quello delle strade polverose e delle immagini in bianco e nero. Era il 1956 quando il lussemburghese Charly Gaul vinceva per la prima, delle due volte, il Giro d'Italia, davanti a Fiorenzo Magni. Primo corridore straniero a centrare la doppietta nella "corsa rosa", la seconda nel 1959 su Anquetil, Gaul si aggiudicò anche una edizione del Tour de France, quella del 1958. Al Giro vantò anche due podi, nel 1956 e 1960, mentre fu vincitore di ben 10 tappe nella Grande Boucle. Nel suo palmares anche un terzo posto nel campionato del mondo 1964 vinto da Bobet.

Soprannominato l'"Angelo della Montagna", per le sue doti di "grimpeur" come mai si erano viste, riusciva a scalare qualsiasi salita con una semplicità, apparente, unica, utilizzando spesso rapporti agilissimi. Accanto alla sua maggiore qualità, ovviamente, anche il suo punto debole, il caldo, che soffriva terribilmente e che lo condizionò, molte volte, in quelle che erano le situazioni a lui più congeniali. In carriera ottenne, in totale, 52 vittorie su strada e molte altre nel ciclo cross o in gare su pista. Consacrato sportivo lussemburghese del secolo nel 1990, Gaul aveva espresso più volte ammirazione per un corridore che, a quarant'anni di distanza, ne riproponeva le gesta e veniva da lui stesso considerato suo erede, non solo per la struttura fisica simile, ma soprattutto per quel suo modo di correre sempre all'attacco sulle vette più importanti, ossia Marco Pantani. La storia di uno dei più grandi scalatori di tutti i tempi è finita li, martedì mattina, nell'ospedale del Lussemburgo dove l'"Angelo della Montagna" è diventato "Angelo del Paradiso".