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Trentʼanni senza Eduardo De Filippo: il ricordo del grande maestro del teatro

Il 31 ottobre ricorre lʼanniversario della morte di uno dei più influenti protagonisti della cultura italiana. Venerdì il ricordo in Senato da parte del figlio Luca

Trent'anni senza Eduardo De Filippo. Il 31 ottobre 2014 ricorre il trentesimo anniversario dalla morte del grande drammaturgo napoletano. Per ricordarlo sono stati organizzati spettacoli e iniziative in tutta Italia, da Napoli a Milano. Il figlio Luca leggerà in Senato un intervento del 1982 in cui Eduardo rivolgeva un'interpellanza al governo in favore dei giovani detenuti dell'Istituto Filangieri di Napoli.

Dai convegni, le mostre e gli spettacoli dell"Eduardiana" al riallestimento del camerino in quello che fu il "suo" teatro, il San Ferdinando a Napoli, fino alle messinscene curate da grandi artisti contemporanei del calibro di Toni Servillo, Francesco Saponaro e, ovviamente, Luca De Filippo. Tutta l'Italia è pronta a onorare al meglio la memoria di Eduardo De Filippo, uno dei più influenti protagonisti della cultura italiana, soprattutto del dopoguerra. Attore, autore e regista di numerosissimi drammi teatrali messi in scena con successo anche all'estero, Eduardo fu nominato senatore a vita nel 1981 da Sandro Pertini e candidato al premio Nobel per la letteratura nel 1975.

Oltre all'attività teatrale, l'artista napoletano è entrato anche nella storia del cinema italiano, sia come attore che come regista. Amico e collaboratore di Vittorio De Sica, Eduardo creò alcuni personaggi "da antologia" in pellicole come "Tempi Nostri" e "L'oro di Napoli" (nel quale interpreta anche la parte del "professore del pernacchio" Don Ersilio Miccio) e curò la sceneggiatura di "Matrimonio all'italiana" (1964) di Pietro Germi, remake della sua opera "Filumena Marturano". Nel 1950 diresse Totò nell'adattamento cinematografico di un altro suo celebre dramma: "Napoli milionaria!". Nel 1984, l'anno della sua morte, interpretò quello che fu il suo ultimo ruolo in assoluto: il vecchio maestro nello sceneggiato "Cuore", diretto da Luigi Comencini e tratto dal libro di Edmondo De Amicis.

Eduardo è nato il 24 maggio 1900 a Napoli. Si può dire che il teatro lo avesse nel sangue: suo padre era infatti Eduardo Scarpetta, grande autore, attore e innovatore del teatro napoletano tra Ottocento e Novecento. Figlio d'arte, dunque, eppure mai riconosciuto: come i suoi fratelli Peppino e Titina, prese il cognome da sua madre, la sarta teatrale Luisa De Filippo. Un "dolore", questo, che lo accompagnò per tutto il corso della sua vita e che lo spinse a trattare il tema della paternità e della famiglia in quasi tutte le sue commedie. Il linguaggio parlato nelle sue opere era un "napoletano teatrale", comprensibile dagli spettatori di ogni parte del mondo e che elevò il teatro dialettale a forma d'arte pienamente riconosciuta. Come lo stesso Eduardo ha scherzosamente ricordato, durante un convegno internazionale si alzò e cominciò a esprimersi a gesti: il pubblico straniero comprese tutto e si sciolse in un roboante applauso.

Abbandonata la compagnia del padre, Eduardo comincia a recitare con i fratelli Peppino e Titina assieme ai quali fonda nel 1931 la compagnia del Teatro Umoristico "I De Filippo", che durò fino al 1944. In questo periodo Eduardo partorisce quella che è forse la sua opera più nota: "Natale in casa Cupiello", commedia tragicomica in tre atti che racconta la storia di una famiglia napoletana distrutta dal tradimento della figlia nei confronti del marito. Sono questi anche gli anni dell'impegno nell'avanspettacolo, che vide il trio De Filippo impegnato in frequenti recite allestite subito dopo la proiezione di film. Dopo il famoso diverbio con il fratello Peppino, il drammaturgo fondò quella che fu la sua ultima compagnia: "Il Teatro di Eduardo". Nel 1948 Eduardo acquista il Teatro San Ferdinando di Napoli, investendo tutti i suoi risparmi nella ricostruzione di uno stabile ricco di storia ma semidistrutto. In questo periodo nascono quelle che sono le opere più note e apprezzate di tutta la produzione eduardiana: "Napoli milionaria!" (1945), "Questi fantasmi!" e "Filumena Marturano" (entrambi del 1946).

"Sono stato bravo a tenere sempre separati Eduardo maestro e Eduardo padre. Come maestro l'ho sempre rispettato come si deve a chi ti sta dando insegnamenti, come padre l'ho sempre messo in discussione. E lui è stato bravo altrettanto: un conto come mi trattava in teatro, un conto a casa". In un'intervista Luca De Filippo ha ricordato così l'uomo che non ha mai chiamato o definito "mio padre". Aveva soltanto sette anni quando Eduardo lo fece recitare in "Miseria e Nobiltà" nella parte di Peppeniello, la stessa età e lo stesso ruolo nel quale a sua volta Eduardo Scarpetta fece esordire suo figlio. "Provo una grande gioia e anche orgoglio - dice Luca - deve aver fatto proprio un bel lavoro per essere così a lungo ricordato".

Trent'anni senza Eduardo De Filippo: il ricordo del grande maestro del teatro