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DirettaCanale 51

27/11/2008

Bandinelli,quando porno è impegno

A Tgcom il regista dell'hard-politico

Con lui il porno ha scoperto anche la dimensione dell'impegno. Il regista Silvio Bandinelli è un caso unico nel panorama dell'hard italiano, e lo dimostra il fatto che le sue opere si sono guadagnate paginate di articoli anche su giornali come "L'Unità", "La stampa" e "Panorama". "Mi sono creato una nicchia che è solo mia - dice a Tgcom - che però ha riscosso il successo di critica e pubblico".

"Mamma", "Festival!", "Anni di piombo", "Cuba". E poi il nuovo "Nero familiare" e quello che uscirà a marzo dell'anno prossimo, "La casta". Sono questi alcuni dei titoli di Bandinelli. Particolari già per il fatto di non essere ultra espliciti o semplici storpiature e giochi di parole fatti su titoli più famosi. Ma ancora più originali se si pensa che in essi, ovviamente in chiave hard, si parla di Resistenza, terrorismo, magagne al Festival di Sanremo, scandali politici. Bandinelli non ha mai nascosto la sua fede politica di sinistra e anzi ha fatto di tutto per metterla nei suoi film dando loro un certo spessore. D'altro canto lui, laureato in Lettere e Filosofia con una tesi sulla storia del cinema, al sesso su pellicola è arrivato per caso...

"Io nasco come pubblicitario e creativo - spiega -. Negli anni 80 avevo anche una casa editrice che lavorava in sinergia con l'agenzia pubblicitaria, e facevo prodotti per bambini supportando altri clienti del settore giocattoli. Sono stato tra i primi ad allegare i giocattoli alle riviste. Però a un certo punto è diventato impossibile reggere la concorrenza delle grandi case editrici.

E allora cosa ha fatto?
Mi è stato consigliato di guardare al mondo dell'hard. Io andai al Mifed, il mercato del cinema di Milano e presi contatto con i produttori di Moana Pozzi, Cicciolina e tante altre acquistando i diritti per l'edicola.

Con il porno è stato quindi amore a prima vista?
Questo mondo così ai margini, così inviso alla cosiddetta società perbene, mi piacque molto e mi sembrò paradossalmente una boccata d'aria rispetto al mondo della pubblicità che era veramente tosto, con mille compromessi, legato agli umori, condizionato dalla politica...