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6/9/2006

3 metri sopra il cielo, Step esiste

Allo scoperto il protagonista del libro

Step di "Tre metri sopra il cielo", libro cult degli adolescenti, esiste davvero. Non è un personaggio sgorgato dalla fantasia dell'autore Federico Moccia, ma ha nome e cognome. Si chiama Stefano Pecci, ha passato l'adolescenza, proprio come Step, a gareggiare in moto sull'Olimpica, ha avuto guai con la giustizia, amici scomparsi troppo presto e un amore, Daniela, che come Babi del libro gli rubò il cuore a 17 anni.

Riccardo Scamarcio

Da tempo sui blog, tra i forum e nei siti internet dedicati a "Tre metri sopra il cielo", si era fatta largo l'ipotesi che Step non fosse solo un personaggio di fantasia. Ora, dopo anni di silenzio, Pecci è uscito allo scoperto e ha raccontata la sua vita, quella reale, non molto diversa da quella narrata in prosa. Proprio come Step, Stefano è romano. Oggi ha quarantadue anni, è alto, ha il viso e le mani segnate da una vita vissuta sulla strada e, in particolare, in quella stessa piazza Stefano Jacini che Federico Moccia descrive come il ritrovo dei "budokani", i ragazzi che frequentavano la palestra Budokan. E' andato presto via di casa e presto ha avuto i suoi guai con la giustizia, ha visto morire i suoi amici e ha deciso, a un certo punto, di vivere lontano, quasi tre anni negli Stati Uniti.

Oggi Stefano cavalca la inseparabile Harley Davidson e parla della sua storia per onorare tutti gli amici che non ci sono più e che "in piazza Jacini mica giocavano a biliardino: lì abbiamo fatto la guerra, abbiamo combattuto il nostro Vietnam e la gente ci ha lasciato la pelle- racconta. - Da anni sono al corrente che Federico ha scritto questo libro sulle nostre storie. Tutti quelli che mi conoscono mi hanno riconosciuto nel personaggio di Step. Se vuoi il successo, pero', devi dire la verità e la verità è che il suo libro Moccia lo ha scritto sulla pelle della gente che oggi non c'è piu"'.

"Federico - continua parlando di Moccia - lo conoscevo di vista, abitavamo nello stesso quartiere; passava tutti i giorni in piazza Jacini, ma è sempre rimasto solo lo spettatore di una realtà che noi, invece, vivevamo in prima persona. Dalla sua comoda poltrona ha osservato una vita che ammirava, ma che non ha mai avuto il coraggio di affrontare, una vita che ha raccontato nel suo romanzo dimenticandosi però di ringraziare quei ragazzi a cui si e' ispirato e che in molti casi non ci sono piu"'. "La generazione nata tra il 1960 e 1965 è stata una generazione maledetta. Il nostro gruppo è stato come un bel fiore che nel tempo ha perso i suoi petali, uno ad uno. In tanti sono morti, altri sono latitanti, ma tutto e' stato fatto perche' avevamo un credo: noi abbiamo dato la vita per i nostri ideali" dice commuovendosi.

E l'amore? Quell'amore così importante nella storia raccontata da Moccia? Pecci in proposito è disincantato."Di donne ne ho avute tante perché l'amore ha tante forme, ma l'unico amore della mia vita, il più grande di tutti è quello per mia madre". La Babi di "Tre metri sopra il cielo" si chiama Daniela e oggi è sposata e ha due figli. "Io avevo diciassette anni e lei era una quindicenne borghese di buona famiglia che studiava alla Falconieri" spiega Stefano. "Bella, occhi verdi, lunghi capelli castani. E' stata molto importante per me, anche se abbiamo avuto un rapporto conflittuale che, però, mi ha insegnato tanto. Lei mi ha sempre difeso ed era pazza di me. Perche' e' finita la nostra storia? Perché l'amore finisce. Punto".