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11/5/2006

"Codice da Vinci è offensivo"

L'Opus Dei contro Ron Howard

"Questo film è oggettivamente offensivo per i cristiani. Howard rappresenta l'aggressore e i cattolici sono vittime di un'offesa. Non si può privare l'aggredito del diritto di esprimere il suo punto di vista". Sono le dure parole di Manuel Sanchez, portavoce dell'Opus Dei a Roma, nei confronti di Ron Howard. Il regista del Codice da Vinci in alcune interviste aveva definito "un atto fascista" negare il diritto a qualcuno di vedere il film.

"Howard mantenga la serenità"
Il regista faceva riferimento all'invito  di alcune autorità ecclesiastiche ai cattolici a boicottare il film. "Inviterei Ron Howard a mantenere la serenità e ad esprimersi con rispetto", ha affermato Sanchez. L'Opus Dei aveva richiesto alla Sony di inserire all'inizio del film un avvertimento per gli spettatori per spiegare che si tratta di un'opera di fantasia. "Non c'è nulla di violento in questo. Piuttosto sono i ritratti odiosi, falsi e ingiusti che alimentano l'odio e il sospetto", aggiunge la Prelatura. Rivolto ai produttori del film, il portavoce dell'Opus Dei ha rassicurato: "I cristiani non reagiscono con odio nè violenza ma con rispetto e carità, senza insulti nè minacce. Possono continuare tranquilli a calcolare quanto il film incasserà".

Esercenti sul piede di guerra
In vista dell'uscita del film, venerdì prossimo, i gestori  dei cinema italiani sono sul piede di guerra: accusano la Sony Pictures, distributrice del film, di avere imposto condizioni di noleggio particolarmente onerose. "Considero la richiesta della Sony per Il Codice Da Vinci come una forma di autentica coercizione  - afferma, sul Giornale dello Spettacolo, Andrea Stratta, del circuito cinematografico UCI -. Condizioni di questo tipo superano nettamente ogni normale pratica e consuetudine". Gli fa eco Gianantonio Furlan, che gestisce una cinquantina di schermi nel Nord Est: "Vessare l'esercente solo perchè‚ hai in mano il film evento dell'anno equivale a sovvertire le regole". Si difende la Sony, nella persona del direttore generale Paolo Simoes: "un film come questo è un grande contributo per il prolungamento dell'estate: esce a maggio e può arrivare fino agli ultimi giorni di agosto. Potevamo uscire con solo 600 copie, ma abbiamo preferito dare il film a tutti (il film uscirà in oltre 800 copie)".

Francesi: uno su tre crede a Brown
Secondo un sondaggio Ipsos per il settimanale cattolico "Famille chretienne" la lettura del romanzo "Il Codice Da Vinci" di Dan Brown mette in crisi le credenze religiose dei francesi. Anche se solo l'1% degli intervistati crede che le tesi avanzate da Brown siano "vere", circa 30% di loro stima che la storia sia "piuttosto vera". Il 25% dei lettori di Brown - contro il 9% dei non lettori - crede che Maria Maddalena sia stata la sposa di Gesù. Quanto alla morte e resurrezione di Cristo, il 28% dei lettori dice di "non essere molto d'accordo" con questa tesi. La percentuale scende al 17% tra i non lettori.

I seminaristi preparano un dvd "anti-Codice"
A meno di una settimana dall'uscita del "Codice da Vinci", alcuni semimaristi della città di Caen, in Bretagna, hanno realizzato, con la collaborazione di storici, storici  dell'arte e teologi, un dvd destinato a rispondere ad alcune domande chiave sollevate dallo scrittore americano. Cosa è l'Opus Dei? Maria Maddalena è stata veramente la moglie di Gesù? Le opere di Leonardo sono criptate?