spettacolo

Cinema, agli italiani piace...trash

Il pubblico riscopre Fenech, Vitali & C

26 Lug 2004 - 12:14
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Nei negozi di dvd "Attila, flagello di Dio" e "I fichissimi" vanno a ruba, la televisione ripesca allegramente "Febbre da cavallo", "La liceale nella classe dei ripetenti" e altre amenità e a settembre il cosiddetto "B movie" italiano sarà sdoganato alla mostra del cinema di Venezia con una rassegna ad hoc. Dall'Abatantuono di "Eccezziunale veramente" a Gloria Guida, da Nadia Cassini a Lino Banfi, il trash è diventato... chic.

Film simbolo della rinascita dei film "di genere" è proprio "Attila, flagello di Dio" di Castellano e Pipolo, con un incontenibile Diego Abatantuono e anche Rita Rusic. Il film, uscito nell'82, ebbe poco successo al cinema, ma negli ultimi tempi si sta ampiamente rifacendo sul mercato dei dvd con oltre 80mila copie vendute.

Snobbati dalla critica, considerati prodotti spazzatura dagli spettatori "intellettuali" (che poi non ne perdevano uno), i film trash degli anni '70 e '80 stanno diventando un fenomeno di culto. Soldatesse improbabili, infermiere discinte e liceali peccaminose sono tornate nei sogni erotici degli italiani, ci si trova fra amici per guardare "Arrivano i gatti" e si citano a memorie le battute più pecorecce. E, soprattutto, si acquistano e si collezionano i film nazional-popolari più amati. E' il caso de "L'allenatore nel pallone" di Sergio Martino con Lino Banfi, quando ancora non era il Nonno Libero di "Un medico in famiglia". Nella pellicola, l'attore pugliese interpreta il mister di una squadra di calcio neopromossa in A, ma che il Presidente vuole riportare in B. Tra i protagonisti la coppia Gigi e Andrea, Liedholm, Ancellotti, De Sisti, Pruzzo e Graziani. E, a proposito di trash "risorto", chi ha dimenticato “I fichissimi” dei Vanzina? Il film girato nel 1981 aveva come protagonista un giovanissimo Jerry Calà: l'ex-gatto è il milanese Romeo, che si scontra con Felice, Diego Abatantuono, un immigrato pugliese. Il successo fu enorme tanto da farne un sequel "Eccezziunale…veramente" che rappresenta la consacrazione di Abantuono nei panni del “terruncello”.

Per non parlare di "Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda" con Edwige Fenech, protagonista dell’immaginario erotico degli italiani, e Pippo Franco, che incassò 700 milioni di lire. Un film sexy del 1972 di Mariano Laurenti che narra la storia di un mugnaio (Umberto d’Orsi) che cerca in tutti i modi di difendere la moglie Ubalda (Edwige Fenech) dall’assalto di giovani pretendenti, tra questi un ex soldato (Pippo Franco) che non si accorge che la moglie lo tradisce. A questi titoli se ne possono aggiungere molti altri: "Febbre da cavallo" (la prima versione del 1976 non il remake del 2002), girato da Steno con un cast stellare, che comprendeva Gigi Proietti ed Enrico Montesano: una pellicola sulle scommesse e le corse di cavalli. E poi "Vieni avanti cretino", film del 1982 diretto da Luciano Salce, con protagonista Lino Banfi nei panni di Pasquale, un attore d’avanspettacolo in cerca di lavoro. Nel film ha un piccolo ruolo anche Moana Pozzi.

La tematica del calcio ritorna con “Paulo Roberto Cotechino centravanti di Sfondamento” del 1983 con Alvaro Vitali e Carmen Russo, che di lì a poco sarebbe esplosa come bomba sexy a “Drive in”. Vitali è il centravanti del Napoli fidanzato con una ballerina brasiliana (Carmen Russo). La pellicola diretta da Nando Cicero si ispirava ai fenomeni del calcio sudamericano come Maradona, in auge a quei tempi con il suo Napoli. “Giovannona coscialunga disonorata con onore” del 1973 ripropone la coppia oramai storica del filone trash: Edwige Fenech e Pippo Franco.

Diretto da Sergio Martino, è la classica commedia degli equivoci in cui la Fenech, che interpreta la prostituta Cocò, si presenta come la moglie di un commendatore. Infine da segnalare tutto il filone dedicato a Pierino (“Pierino contro tutti”, “Pierino il fichissimo”, “Pierino la peste” e “Pierino medico della S.A.U.B.”) con protagonista Alvaro Vitali, comparsa per Fellini poi spalla di Montagnani e Banfi.

Già negli anni ’90 alcuni critici cinematografici avevano incominciato a rivalutare il filone trash del cinema italiano che spopolò in Italia tra gli anni ’70 e  ’80. Attila, Giovannona e Ubalda si insinuavano in un periodo storico italiano tutt’altro che sereno, gli anni di piombo. In questo modo si cercava, attraverso il cinema, di strappare un sorriso agli italiani proponendo due ore di spensieratezza.

Il nuovo genere di commedia all'italiana è caratterizzata sostanzialmente da una comicità smaccata combinata ad un erotismo soft e pecoreccio. Nel 1973 linfa vitale al genere viene data dal successo nazionale del film serio "Malizia" con Laura Antonelli di Salvatore Samperi. I turbamenti sessuali degli adolescenti, tema della pellicola, divengono facile pretesto per altri titoli dalla comicità trash.

Dopo l'epoca degli adolescenti in crisi ormonale, inizia la saga delle insegnanti. La prima pellicola del genere 'scolastico' è "L'insegnante" (1975), dove Edwige Fenech dà lezioni private a un adolescente interessato più alle sue grazie che allo studio. Esaurito il tema "pedagogico", toccherà a dottoresse, poliziotte e soldatesse a reggere le sorti delle sexy-commedie. Una stagione che durerà fino ai primi anni '80 e che ha sorretto con i suoi incassi gran parte del cinema italiano.