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Ghost B.C., dalla Svezia senza pregiudizi: "Heavy metal? Dietro le maschere c'è di più"

Il gruppo ha appena pubblicato un Ep prodotto da Dave Grohl dei Foo Fighters con cover di Depeche Mode e Abba

- Sono stati una delle rivelazioni del panorama metal del 2013. Ora gli svedesi Ghost B.C. pubblicano un nuovo Ep, "If You Have Ghost", contenente cinque cover e prodotto da Dave Grohl dei Foo Fighters. "L'abbiamo conosciuto mentre eravamo in tour e abbiamo deciso di fare qualcosa insieme - dice un chitarrista del gruppo a Tgcom24 -. Se ci sentiamo metal? Non ci dispiace come definizione ma non vogliamo regole troppo rigide da seguire".

    Se vi state domandando il nome del chitarrista che abbiamo incontrato, tranquilli, non si tratta di una dimenticanza di chi scrive. La band poggia molto del suo fascino sul mistero e sull'aspetto visivo: una figura cardine che da front man, Papa Emeritus, e cinque musicisti assolutamente anonimi e con il volto coperto da maschere che riproducono le fattezze di un ghoul, un mostro di origine araba.
    Tra sacro e profano, horror e satanismo, musica dark e gusto per la teatralità. I Ghost B.C. si muovono su un territorio di quelli a rischio, dove il fascino del mistero impiega un attimo a trasformarsi nella parodia. Ma per il momento sono riusciti benissimo a stare in carreggiata, ottenendo con l'album "Infestissumam" grande attenzione e la spinta per un tour che è durato praticamente tutto l'anno. "Tutti questi mesi siamo stati in giro a suonare e così non abbiamo avuto quasi modo modo di renderci conto di quello che ci stava accadendo intorno riguardo al disco - dice il "ghoul senza nome" -. Ci siamo accorti che le cose stavano cambiando e che la nostra popolarità era in aumento, ma quando sei dentro la bolla vivi le cose in maniera attutita".

    Siete comunque riusciti a godervi questo momento speciale?
    Certo che sì, ma l'essere costantemente in giro, suonare continuamente dal vivo, ci ha distolto dal pensiero su cosa avevamo fatto portandoci a concentrarci più su quello che stavamo facendo e che dovevamo ancora fare. La misura di quanto le cose stessero cambiando ce l'hanno data proprio i concerti: ci siamo trovati a suonare in posti davanti a 400 persone per tornare poi sei mesi più tardi e averne davanti 4mila...

    Nel nuovo Ep ci sono pezzi di Depeche Mode e ABBA, scelte a dir poco inusuali per una band definita metal...
    Semplicemente tutti noi ascoltiamo molta musica, dei generi più diversi, e ogni tanto qualcuno si presenta con una proposta del tipo "ehi, sentite questa, non dovremmo suonarla?". Se sentiamo in un pezzo qualcosa su cui poter lavorare, che ci permetta di non farne una semplice copia carbone, e se il testo si adatta al sentire di Pope, la facciamo, senza farci condizionare dal fatto che si tratti di una canzone, pop, dark o metal.

    Come siete entrati in contatto con Dave Grohl?
    Abbiamo amici in comune e avevamo una sorta di appuntamento fissato che non riuscivamo mai a concretizzare per gli impegni di entrambi. Alla fine ci siamo incontrati in occasione di un Festival dove suonavano anche i Foo Fighters e ci è sembrato subito bello pensare a qualcosa da realizzare insieme. Quando ci siamo trovati in studio un mese più tardi abbiamo deciso di proporgli di registrare un serie di cover che avevamo in mente da tempo e che sarebbero state perfette per un progetto diverso da quello dell'album.

    Non vi senti stretti nell'etichetta heavy metal?
    Il termine heavy metal è stato storicamente usato in maniera piuttosto larga. Nessuno trova strano che vengano definite metal band come i Judas Priest o i Black Sabbath anche se hanno registrato le cose più varie e magari solo qualche disco con i canoni classici dell'heavy. Credo che comunque la categoria si addica bene a noi, non sono certo a disagio se la gente ci definisce così. Mi disturba piuttosto che qualcuno consideri questa come una gabbia. Sono quelli per i quali, siccome hai fatto cose heavy sul primo disco, devi per forza rifarle sul secondo o sul terzo. Non siamo puritani in questo senso, e alcuni reagiscono male perché non apprezzano il cambiamento e la diversità.

    L'annosa questione dell'essere "true", fedeli a uno stile, musicale e di vita...
    Capisco chi la pensa così, perché sono cresciuto in quel mondo però, è un modo davvero immaturo di guardare alla musica. Alla base di questo genere musicale c'era l'idea di una forma di libertà di pensiero, e questa gente invece tende a pensare a regole dogmatiche da seguire in maniera univoca, ed è contraddittorio. Tutti parlano delle band che hanno aperto la scena del metal estremo, tra la metà degli anni 80 e primi 90. All'epoca sono usciti ottimi dischi, onesti, spontanei, ma perché erano realizzati da gruppi composti da ventenni. Normale che crescendo abbiano sviluppato diverse esperienze, differenti modi di sentire.

    Buona parte della vostra popolarità è dovuta alle maschere e ai temi che trattate. Come è nata l'idea di unire l'immaginario macabro e quello religioso?
    E' emersa spontanea dai testi delle prime canzoni che abbiamo scritto. Abbiamo visto che c'erano delle tematiche di fondo ben precise che non avrebbero avuto lo stesso impatto se cantante da un gruppo di ragazzi "normali". Ascoltando questa musica abbiamo subito associato un forte elemento visuale. Così abbiamo cercato di pensare a qualcosa che ci caratterizzasse e sottolineasse la portata della musica e dei testi.

    Questo non potrebbe diventare un problema? Se in futuro voleste scrivere di temi diversi, l'aspetto visivo non sarebbe più adeguato...
    Siamo molto consapevoli che il nostro aspetto ci chiude in qualche modo in un angolo. Ma l'idea della band si appoggia su questo e noi non abbiamo intenzione di cambiare le tematiche delle nostre canzoni, tanto più che si tratta di argomenti molto ampi, affrontabili in vari modi: sul tavolo ci sono l'umanità, la spiritualità, il piccolo uomo a confronto con le divinità. C'è un grande spazio per espandere la nostra ricerca. E se proprio ci venisse voglia di scrivere di qualcos altro... lo si può sempre fare in un'altra band, non siamo obbligati a fare tutto con i Ghost B.C.

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