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"Birdie" porta golf e migranti sullo stesso palco e risveglia la coscienza

Geniale idea del collettivo catalano Agrupación Señor Serrano: lʼEuropa viene vista come un gigantesco campo da golf recintato e circondato da esseri umani che spingono per entrarvi. Tutto inizia da una foto vera nel green dellʼenclave spagnola di Melilla

"Birdie" porta golf e migranti sullo stesso palco e risveglia la coscienza

È più facile che una pallina da golf disegnata in America e costruita in Cina passi la frontiera europea per essere venduta a Melilla (Spagna) che uno straniero senza diritti arrivi in Europa. Non è blasfemia ma è una delle contraddizioni messe in scena nei teatri di ricerca di tutta Europa dal collettivo catalano Agrupación Señor Serrano con lo spettacolo "Birdie". Siamo davanti a un overbooking di spunti, contrasti e citazioni che muove da un coraggioso e geniale accostamento: golf e migranti.

La compagnia dei Señor Serrano mette su due binari paralleli uno sport che loro considerano elitario e un'emergenza di massa. Lo fanno citando Hitchock e lasciando lo spettatore arrabbiato e a bocca aperta.

Per mescolare due mondi così lontani, la compagnia teatrale ha trasformato il territorio europeo in una grandissima buca da golf dove i paletti che indicano il "fuori limite" di un percorso corrispondono alle frontiere del Vecchio Continente, le reti per evitare che la palline colpiscano i passanti alle barriere che molti europei vorrebbero erigere e l’asta della bandiera della buca allla terra promessa.

La scena non è frutto di una fervida immaginazione bensì di una fotografia, un documento di fatto di cronaca realmente accaduto.

 "Lo scatto si chiama Paisajes de desolacion  – spiegano dal collettivo a Tgcom24 – e fu scattata nell’ottobre 2014 da Jose Palazón nell’enclave spagnola di Melilla, in terra marocchina". La foto è passata alla storia come esempio di discriminazione e/o lotta di classe. “Melilla è circondata da una doppia recinzione di sei metri per proteggerla dai tentativi disperati dai migranti africani che provano a entrare. Accanto, nel 2009 fu costruito un campo da golf con i Fondi Europei di Sviluppo Regionale, destinati a correggere gli squilibri interni all’Europa. Nella foto di Palazón, due golfisti giocano mentre undici ragazzi appesi alla recinzione provano a scavalcarla sotto l'attento sguardo di un poliziotto. I ragazzi sembrano uccellini su un filo elettrico. I giocatori, forse, provano a fare un birdie. Da questo collegamento concettuale nasce lo spettacolo Birdie”.


 

Nel golf birdie significa mandare la pallina in buca con un colpo in meno rispetto al par. E' qualcosa di positivo che stride ancora di più con l’immagine dei migranti appollaiati su una rete e guardati a vista, quasi come uccelli. In quest'occasione non c'è nulla di positivo. Anzi l’idea dei Señor Serrano va ben oltre la comune percezione di cosa è positivo e cosa non lo è.

 

 

Quella foto di Mellilla rimanda all’incubo raccontato nel 1963 da Alfred Hitchock nel film “Gli uccelli”. I migranti di Melilla (e non solo) sono come gli uccelli del cineasta: girano attorno ai confini dell’Europa e terrorizzano i suoi abitanti. Esseri umani come esseri alati. Esseri umani ed esseri alati scappano dalla loro terra per lo stesso istinto, quello della fame e della sopravvivenza. Esseri umani e alati risvegliano poi lo stesso istinto nella terra promessa, quello della paura e dell'irrazionalità.

"Birdie", golf e migranti sullo stesso palco a teatro

Durante Birdie non si vede nemmeno un attore nei panni di un migrante. E nemmeno uno con la sacca da golf in spalla.  Solo palline loggate, ritagli di giornali e circa duemila animali in miniatura, protagonisti di una grande migrazione che comincia in un estremo del percorso da golf e finisce davanti alla buca. "Dietro questo allestimento - raccontano a Tgcom dal gruppo teatrale - c'è un grande schermo e tre registi-manipolatori con le videocamere. Lo spettatore vede la proiezione di una specie di film costruito in diretta con miniature e telecamere. Ne esce una fiction molto ben documentata, sottoforma di poema-saggio audiovisivo. È un linguaggio multimediale di forte impatto”.

Migranti come uccelli in fuga e, loro malgrado, capaci di spaventare il prossimo. Come possono sopravvivere? Cosa suggeri Birdie?
"Birdie non suggerisce nessuna soluzione. I nostri spettacoli fanno un'analisi critica di certi problemi del nostro mondo. Vogliamo stimolare una riflessione che esca dai soliti percorsi. Sul palco mettiamo anche a confronto la facilità con la quale una pallina riesce a spostarsi per il mondo (sicuramente disegnata in qualche studio statunitense, prodotta in Cina con materiali proveniente dall'Africa, trasportata in Europa e venduta a Melilla) rispetto alla fatica delle persone senza diritti a spostarsi in cerca di un futuro migliore. Parliamo di barriere e di confini: alla fine non c'è recinzione che resista, non c'è muro che possa tenere i flussi migratori provocati da così tanta disuguaglianza e ingiustizia. Il nostro mestiere non consiste nel dare una soluzione ma nel sottolineare le cose che non funzionano. Dobbiamo mettere sotto gli occhi di tutti la disumanità di alcune situazioni. Parliamo di principi e valori che fanno di noi una società civile".

Melilla è paragonabile alla nostra isola di Lampedusa? 

"In alcuni aspetti sì. Il confine tra Melilla e il resto del continente africano è terrestre e questo fa una grossa differenza. Ma entrambi i luoghi rappresentano la massima espressione delle tensioni e contraddizioni create dal contatto tra i due poli delle disuguaglianze mondiali". 


Lo spettacolo sta girando l’Europa da due anni: come risponde il pubblico? In Italia la reazione è la stessa che c'è in Germania e in Spagna?
"Dobbiamo capire una cosa: chi viene a vedere Birdie ha già un determinato punto di vista sugli argomenti trattati. Birdie non è teatro tradizionale. Chi viene allo spettacolo si trova davanti una scenografia che riproduce un green da golf, duemila miniature, tre registi-manipolatori e un grande schermo. Lo spettacolo genera grandi consensi sia a Pittsburgh che a Teheran o Lisbona. Purtroppo gli argomenti sono sempre di attualità e la nostra critica a come viene trattata politicamente la vicenda dei migranti è più attuale di mai, Oggi viene gestita nel peggior modo possibile. Quindi sembra che i temi di Birdie siano più contemporanei oggi che due anni fa quando fu scattata quella foto. E il pubblico lo percepisce. Da quando l'alleanza M5S-Lega è al governo, ogni volta che abbiamo fatto lo spettacolo in Italia la reazione del pubblico è stata fortemente più carica a livello sia emotivo che di reazione critica".

 

Agrupación Señor Serrano tornerà in Italia col nuovo spettacolo, "Kingdom", al Romaeuropa Festival 25 e 26 settembre 2018. Quindi sarà ad Udine il 29 e 30 marzo 2019 e Milano il 22-24 maggio.

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