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Continuano le repliche del testo scritto da Stefano Massini

la trilogia originale, divisa da Ronconi in due parti

Continuano le repliche del testo scritto da Stefano Massini

Stefano Massini ha scritto la Trilogia sulla famiglia Lehman suddividendola in tre capitoli (Tre fratelli, Padri e figlie e L'immortale).

Luca Ronconi, d'accordo con l'autore, l'ha scomposta in due parti autonome. La prima inizia l'11 settembre 1844 con l'arrivo in America di Heyum Lehman proveniente da Rimpar, piccolo villaggio della Baviera. Viene registrato come Henry Lehman e, da allora in poi, quello sarà il suo nome. Si stabilisce a Montgomery (Alabama), dove apre un emporio di tessuti. Tre anni dopo lo raggiunge il fratello minore Mendel, che in America prenderà il nome di Emanuel, infine, 'il piccolo', Mayer.

Nel corso degli anni il loro interesse si sposta dal cotone, al caffè, passando per le grandi infrastrutture (ferrovie, canale di Panama) fino ad approdare alla Borsa.

'Di questo testo - sottolinea Luca Ronconi - mi ha subito appassionato la varietà dei registri linguistici: il saggio, il romanzo e il racconto onirico si alternano seguendo l'impaginazione di una sceneggiatura cinematografica. Senza alcun cedimento a una banale contemporaneità che sa di cronaca, Massini non intende presentare al pubblico una verità preconfezionata ma, piuttosto, indirizzarlo verso un percorso di conoscenza. Nel raccontare il destino dei fratelli Lehman”, aggiunge Ronconi, Massini sottolinea l'appartenenza religiosa della famiglia all'ortodossia ebraica e dissemina nell'arco di tutta la narrazione continui riferimenti alla Bibbia; quell'appartenenza verrà a un dato momento ad appannarsi, sostituita dall'adesione ad un nuovo culto che ha i propri riti e le proprie formule, il capitalismo'.

'La storia Lehman - spiega Stefano Massini - non vuol emergere come la storia di una banca, non ne è la celebrazione né la condanna. Resterà deluso chi cercasse nel mio testo una Norimberga del capitalismo. Troverà al suo posto la cronistoria dei successi e degli insuccessi di tre generazioni, alle prese con gli usi e costumi di una società in rapida trasformazione, innamorata ora del cotone, ora del caffè, poi delle ferrovie, poi del petrolio, e ancora delle sigarette, dei televisori, del cinema, delle automobili, degli aerei, dei supermercati, dell'alcol e perfino della bomba atomica, senza escludere quella sete forsennata di guadagni facili che ha soffiato vento in poppa ai traders più spregiudicati. C'è un legame indissolubile fra noi e la finanza, un legame talmente stretto che suona ipocrita il fingersi teneri agnelli sacrificati dai sacerdoti di Wall Street: la parabola dei tre fratelli Henry, Mayer ed Emanuel con i loro discendenti descrive il vincolo di sangue anticamente creato fra il futuro sognato dagli uomini e le soluzioni dei finanzieri per rendere possibile quel futuro. Tuttora'.

Al Piccolo Teatro Grassi di Milano fino al 15 marzo.

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