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DirettaCanale 51

17.10.2012

L'alcol uccide prima del fumo

La bottiglia causa morti precoci. Una guida a nuove tecniche per smettere senza farmaci

11:36 - Quando l'oblio dell'ebbrezza alcolica diventa una dipendenza i danni sono notevoli. Secondo un nuovo studio della Facoltà di Medicina dell'Università di Greifswald in Germania gli alcolisti muoiono circa vent'anni prima della media della popolazione generale.

Un killer più pericoloso del fumo

Il bicchierino ucciderebbe addirittura prima della sigaretta. Il professor Ulrich John ha detto che le scoperte mostrano che bere potrebbe causare una morte precoce più frequentemente del fumo. John ha detto: "I casi di morte correlati al fumo sono perlo più dovuti a tipi di cancro che sembrano giungere a uno stadio più avanzato della vita rispetto alle cause di morte attribuibili all'alcol. Inoltre, bere contribuisce a mettere in pratica altri comportamenti rischiosi come lo stesso fumo, il diventare sovrappeso o obeso. L'alcol è un prodotto pericoloso e dovrebbe essere consumato solo entro certi limiti".

Cure alternative

Parallelamente a questa ricerca dai risultati shock, la rivista Science ha pubblicato un elenco di tecniche innovative per curare il problema dell'alcolismo senza ricorrere ai farmaci. Nell'articolo scritto dagli esperti dell'European College of Neuropsychopharmacology vengono passate in rassegna le ultime novità nel campo.

La rieducazione motoria

Uno dei metodi utilizzabili per sconfiggere l'alcolismo è la rieducazione motoria. La tecnica associa ai messaggi sullo smettere di bere anche azioni pratiche, come selezionare "sì" o "no" riguardo a messaggi che appaiono sul computer.

L'arricchimento ambientale

Dagli esperimenti sembra funzionare anche l'arricchimento ambientale, che consiste nel migliorare le relazioni sociali del paziente, nell'aumentare le sue attività motorie e nel fornire più stimoli cognitivi.

Riduzione delle dosi

Sembra avere una certa efficacia anche far bere meno il paziente invece di forzarlo all'astinenza assoluta. Gli autori scrivono: "In questo modo si può intanto curare il paziente e poi fargli trovare le motivazioni giuste per smettere definitivamente".

Elettrodi

Infine, nei casi più gravi, si può tentare la stimolazione profonda del cervello (Deep brain stimulation) attraverso elettrodi, un metodo ancora sperimentale ma che sta dando buoni risultati.
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