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Referendum, Berlusconi: "No a questa riforma, consegna lʼItalia a un sol uomo"

Il leader di Forza Italia al Tg5: "Si rischia una deriva autoritaria"

"La riforma costituzionale potrebbe consegnare a un solo uomo e a un solo partito l'Italia e gli italiani". Così il leader di Fi, Silvio Berlusconi, al Tg5 conferma il suo No al referendum. "Con appena il 15% degli aventi diritto al voto, Grillo ad esempio, già padrone del Suo partito, potrebbe diventare padrone dell'unica Camera che farà le leggi ordinarie", sottolinea. "Diciamo No perché poi sia possibile approvare, tutti insieme, una riforma vera".

"Sapete bene che siamo in un momento difficile - afferma ancora Berlusconi - in cui l'economia non cresce, il lavoro manca, la povertà aumenta, l'immigrazione prosegue incontrollata, la sicurezza di tutti è in pericolo, in Europa non riusciamo a far valere le nostre ragioni".

"Eppure, incredibilmente - prosegue - questo governo punta su una riforma costituzionale mal scritta e pericolosa per ritrovare quel consenso che non ha più". "Anche per questa ragione dobbiamo rispondere con un forte, deciso e responsabile "NO" a questa riforma che favorirebbe - ribadisce il leader di Forza Italia - una deriva autoritaria davvero con il rischio di un uomo solo al comando. Il contrario della democrazia".

"Diciamo No perché dopo il No sia possibile approvare, tutti insieme, una riforma vera, diversa, una nuova riforma". "Diciamo No perché si arrivi a una nuova riforma che deve contenere la scelta da parte degli elettori del presidente della Repubblica, un vero taglio dei parlamentari, che vanno ridotti di oltre la metà. Deve contenere - conclude Berlusconi - il vincolo di mandato, per cui un eletto non può cambiare bandiera senza dimettersi: un limite costituzionale alle imposte, alla pressione fiscale che nessun governo può superare: una vera riforma delle Regioni, che oggi sono diventate un'altra grande e costosa burocrazia".

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