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Libia, Renzi: "In grado di intervenire" Sull'Isis: "Non siamo sotto attacco"

Il premier a tutto campo sulla politica estera. "Lo Stato islamico vuole farci cambiare il nostro modo di vivere". A marzo l'incontro con Putin

- "L'Italia ha un servizio di intelligence che non è come la Cia ma in Libia siamo i numeri uno. Voglio dare segnale di tranquillità all'Italia". Lo afferma il premier, Matteo Renzi, che aggiunge: "Conosciamo come stanno le cose e siamo in grado di intervenire" nel Paese. E sull'Isis spiega: "Il tema è molto delicato e serio. Ma no alla esagerazione. Non siamo sotto attacco ma non possiamo sottovalutare niente".

Libia, Renzi: "In grado di intervenire"
Sull'Isis: "Non siamo sotto attacco"

Il presidente del Consiglio parla delle "minacce" mosse dallo Stato islamico all'Italia: "Siamo a sud di Roma è un'indicazione geografica non una minaccia, e non hanno il controllo della Libia", afferma Renzi sottolineando come, tuttavia "una parte degli italiani, vedendo immagini diffuse dall'Isis, si spaventa. Vogliono non solo metterci in difficoltà ma farci vivere come vogliono loro. Non vogliono solo farci paura, ma cambiare il nostro modo di vivere, facendoci vivere come piace a loro, nella paura".

"Il tema Isis è molto delicato e serio. No all'esagerazione. Non siamo sotto attacco ma non possiamo sottovalutare niente. Occorre buon senso e fermezza. Dobbiamo avere la capacità di spiegare nel merito quello che accade veramente", aggiunge il segretario del Pd.

Tornando alla Libia, il premier lancia un appello al mondo: "Quanto accade in Libia è per la mancanza di attenzione della comunità internazionale. Vogliamo una pressione maggiore non solo dei Paesi dell'area ma voglio portare l'interesse di tutta comunità internazionale. la Libia è prioritaria".

Tra i fattori da considerare c'è, inevitabilmente, quello dell'immigrazione clandestina. "Il petrolio in Libia in questo momento non è oggetto della nostra attenzione. Ma se un Paese nel Mediterraneo non è governato, da lì parte l'esodo dei barconi. E' successo con la Tunisia", continua Renzi aggiungendo: "Non arriverà mezzo milione di persone dalla Libia perché interverremo prima in modo diverso. E' già accaduto uno sbarco pazzesco di persone: 170mila. Un livello enorme, che ha battuto tutti i record. Non è accettabile. Abbiamo detto all'Europa non deve fare lo struzzo con la testa sotto la sabbia. E' un valore che un bambino sia salvato dalle acque: a chi dice lasciamoli affogare rispondo che non mi dimetterò mai dalla dimensione di uomo".

Poi avverte: "Se salta il Mediterraneo è un problema per l'Europa e per tutti. La comunità internazionale non può preoccuparsi solo di Siria e Ucraina".

"Putin lasci l'Ucraina" - A proposito della crisi ucraina, Renzi si rivolge a Putin: "Putin è responsabile di aver violato l'integrità dell'Ucraina. Io sto provando a far passere un messaggio: se la Russia torna al tavolo della comunità internazionale saremmo tutti più tranquilli ma per andare al tavolo è chiaro che Putin deve uscire dall'Ucraina".

Il primo ministro incontrerà presto proprio Putin: "Il mio viaggio è fissato per l'inizio di Marzo. E' un tentativo, l'importante è far passare il messaggio che nella partita della Libia l'Onu deve giocare un ruolo e siccome la Russia è membro permanente... L'altra volta l'intervento fu molto improvvisato e ora si pagano le conseguenze. Fu giusto cacciare Gheddafi, ma è in corso una battaglia sul futuro del nostro mondo", conclude ricordando che "Al Sisi è baluardo nel Mediterraneo".

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