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Caos Procure, si dimette il presidente dellʼAnm Grasso: al suo posto Luca Poniz | "Gigantesca questione morale"

La decisione dopo aver ascoltato gli interventi dei rappresentanti dei gruppi allʼinterno allʼassociazione nel Comitato direttivo centrale

Si è dimesso il presidente dell'Anm, Pasquale Grasso. Dopo aver ascoltato gli interventi dei rappresentanti dei gruppi all'interno all'Anm nel Comitato direttivo centrale, convocato a seguito della bufera sulle nomine in magistratura, Grasso ha rassegnato le proprie dimissioni come anticipato in apertura nel caso avesse avuto sentore di una richiesta in tal senso. Al suo posto è stato eletto presidente Luca Poniz, ex vicepresidente dell'Anm.

A chiedere le dimissioni del numero uno del sindacato dei magistrati sono state diverse correnti dell'Anm, tra cui Area, Unicost e Autonomia e Indipendenza. A queste associazioni non è bastato il volontario allontanamento di Grasso dal suo gruppo, Magistratura indipendente, la più coinvolta nello scandalo. Grasso aveva infatti deciso di abbandonare MI perché contrario alla decisione di non chiedere le dimissioni dei togati autosospesi.

Ma la linea intrapresa da Grasso è stata comunque valutata come troppo morbida dagli altri gruppi che ora potrebbero dare vita a una nuova giunta. Secondo Francesco Valentini di AI, Grasso non ha saputo gestire una situazione catastrofica, di fronte alla quale dal presidente di Anm "sono arrivati solo una serie di distinguo di cui non avevamo bisogno". Duro anche Giovanni Tedesco di Area: "La linea di MI verso chi si era autosospeso nel Csm è stato chiedere di tornare a fare il loro splendido lavoro. Saremo pronti ad accogliervi in una giunta unitaria quando sarete davvero cambiati".

"Potrei osservare - ha polemizzato Grasso - che le vostre considerazioni hanno deliberatamente trascurato la prospettiva cronologica degli avvenimenti. Potrei dolermi di convenienti fraintendimenti della mia condotta ma vi ho ascoltato e compreso. Ovviamente rassegno le mie dimissioni. Lo faccio serenamente, dicendo no a me stesso. Nel ricordo di un grande intellettuale del passato, che ricordava che i moralisti dicono no agli altri, l'uomo morale dice no a se stesso".

Intanto anche Antonello Racanelli, procuratore aggiunto di Roma, comunica le sue dimissioni da segretario di Magistratura Indipendente. In un messaggio inviato in una mailing list ai colleghi scrive che da tempo aveva manifestato la volontà di lasciare l'incarico e sottolinea: "Allo Stato, dico solo che non parteciperò al festival della grande ipocrisia di molti esponenti di rilievo della magistratura associata".

"Il mio richiamo al cambio di passo - aggiunge - è stato assolutamente inascoltato e come temevo purtroppo non si coglierà l'occasione per un cambiamento perché il dire di allontanarsi dalle correnti come gruppi di potere e solo centri di elaborazione culturale è un qualcosa che viene declamato ma assolutamente non praticato in questi attimi in cui con una sorta di manuale Cencelli si stanno decidendo, immagino, i nomi e le appartenenze dei singoli che parteciperanno alla nuova giunta".

Poniz nuovo presidente dell'Anm - A sostituire Grasso nella carica di presidente sarà Luca Poniz, ex vicepresidente dell'Anm, pm a Milano e iscritto ad Area, eletto per acclamazione. Giuliano Caputo di Unicost è stato confermato segretario. Entra in giunta Autonomia e indipendenza, con Cesare Bonamartini come vicesegretario dell'Anm. "Sono molto onorato. È un grande onore ma anche un grande onere. Sono qui per rappresentare tutti. Bisogna andare fino in fondo alla riflessione politica che ci veda onesti e coraggiosi nel riconoscere che alcune cose non sono andate bene. Serve una grande responsabilità politica", ha detto il neo eletto presidente dell'Anm.

Poniz: "Gigantesca questione morale" - "C'è una gigantesca questione morale all'interno della magistratura - prosegue Poniz -. Il fango non interessa tutti noi, io mi sento estraneo come molti di noi, ma c'è stata una degenerazione delle correnti in carrierismo. Il magistrato deve tornare a fare il suo mestiere. I magistrati sono gli unici a non avere datori di lavoro e non avere padroni. Spero possa continuare ad essere così".

Gli organi principali dellʼAssociazione nazionale magistrati

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