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Berlusconi: "Resto in campo ma niente elezioni fino 2018"

Il leader di Forza Italia da giovedì potrà chiedere la libertà anticipata

- Silvio Berlusconi nel corso della riunione con i senatori di Forza Italia, ha ribadito la sua intenzione di non ritirarsi dalla vita politica, precisando però che non si andrà ad elezioni fino al 2018. Intanto da giovedì Berlusconi, trascorso il primo semestre in regime di affidamento in prova per la condanna nel processo Mediaset, potrà presentare la richiesta di liberazione anticipata.

Il leader di Forza Italia assicura poi: "Io sono ancora in campo e sono convinto che non si andrà a votare prima del 2018". Paolo Romani condivide il ragionamento e, uscendo dalla riunione, aggiunge: "Berlusconi ha detto di essere in campo, abbiamo molto tempo per riorganizzare il partito. Berlusconi non vuole concludere la sua esperienza politica con una sconfitta ma con una vittoria".

Nessu riferimento al premio di lista - "La frase attribuita al presidente Berlusconi sull'ipotesi del premio di maggioranza alla lista nella legge elettorale non è stata pronunciata nel corso della riunione odierna con i senatori di Forza Italia, contrariamente a quanto riferito da alcuni organi di stampa. Lo rende noto un comunicato dell'Ufficio Stampa di Fi al Senato, precisando inoltre che sulla legge elettorale il presidente di Forza Italia ha ribadito che l'accordo è quello del Nazareno e che ogni eventuale modifica deve essere discussa fra le parti".

Liberazione anticipata - Intanto, scadranno giovedì i sei mesi dopo i quali scatta la possibilità di chiedere la libertà anticipata per il leader di Forza Italia. Berlusconi potrà presentare al giudice della Sorveglianza di Milano, Beatrice Crosti, l'istanza per ottenere una riduzione di 45 giorni del suo percorso di "rieducazione" all'Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone, dove assiste gli anziani ricoverati.

L'affidamento in prova per Silvio Berlusconi era scattato nel pomeriggio del 23 aprile con la firma del verbale che contiene le prescrizioni stabilite dal magistrato e cioè le regole, in tutto una dozzina, a cui Berlusconi deve attenersi salvo particolari deroghe: tra queste, oltre a quella di non pronunciare parole "offensive" e di "spregio" nei confronti dei giudici e all'attività di volontariato per una mattina alla settimana, il divieto di lasciare la Lombardia e l'obbligo di trascorrere la notte (dalle 23 alle 6 del mattino) ad Arcore, eccetto dal martedì al giovedì sera, giorni in cui può recarsi a Roma, a palazzo Grazioli, per la sua attività politica. A ciò si aggiungono, per esempio, il divieto di viaggi notturni e all'estero e di "frequentare pregiudicati".

Trascorso il primo semestre in regime di affidamento in prova, Berlusconi potrebbe quindi presentare, in qualunque momento, la richiesta di liberazione anticipata. Richiesta che, da quanto trapelato, deve ancora valutare con i suoi legali e che comunque dovrà essere concessa dal giudice Crosti dopo la lettura del "fascicolo" di Berlusconi in cui sarà, tra l'altro, anche inserita la relazione semestrale redatta dalla responsabile dell'Uepe di Milano, Severina Panarello, con cui Berlusconi ha colloqui più o meno mensili, e le "ammonizioni" ricevute per via di alcuni episodi in cui ha usato frasi poco ortodosse nei confronti di magistrati.

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