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Autonomie, M5s e Lega non trovano lʼaccordo | Autostrade, Cinquestelle chiedono la revoca della concessione

Doppio vertice di governo a Palazzo Chigi. Fumata nera per la riforma voluta dalla Lega: il testo non sarà sul tavolo del Cdm di mercoledì

Autonomie, M5s e Lega non trovano l'accordo | Autostrade, Cinquestelle chiedono la revoca della concessione

L'intesa sulle autonomie delle Regioni non approderà mercoledì in Cdm. L'accordo tra Lega e M5S, dopo quasi tre ore di riunione a Palazzo Chigi, non è stato trovato. "I Cinquestelle fanno muro e si nascondono dietro ai burocrati. Ennesima riunione a vuoto", spiegano fonti del Carroccio. "Nessun nodo risolto. Bloccano qualsiasi iniziativa", accusano dalla Lega. Un nuovo vertice dovrebbe tenersi mercoledì prossimo.

"L'autonomia è nel contratto e si farà", è la replica dei Cinquestelle. "Le riunioni servono per far condividere le cose. Quando si governa in due le cose si fanno in due. Quindi nessun blocco". In Cdm dovrebbe approdare invece la legge di assestamento che serve a evitare la procedura d'infrazione Ue. Più di una fonte governativa, in nottata, spiega tuttavia che il Consiglio - ipotizzato alle 18:50 di mercoledì - non è formalmente convocato e c'è chi aggiunge: "Chissà se si farà".

Assente Giovanni Tria, è su Autonomie e Autostrade che il premier Giuseppe Conte prova a cercare una sintesi in nottata a Palazzo Chigi. Il primo tavolo dura tre ore, il secondo poco meno di una. Alla seconda ora Matteo Salvini va via per un'intervista tv, lasciando Giancarlo Giorgetti. Luigi Di Maio resta, con Riccardo Fraccaro e Stefano Buffagni prima e Danilo Toninelli poi, fino alla fine. La Lega non si sbilancia, a notte fonda, sul destino della concessione di Autostrade, che M5s chiede di revocare. Trapela invece una fortissima irritazione per il nuovo stop al tema delle Autonomie, caro alle regioni del Nord. "M5S continua a essere il partito del No", commenta una fonte leghista.

I temi critici, secondo fonti M5s, sono la scuola, i trasferimenti fiscali dallo Stato alle Regioni e i trasporti. Se ne discute per tre ore, ma al termine non si trova un punto di accordo. Si litiga anche sul metodo, perché i Cinquestelle vogliono un passaggio "pesante" in Parlamento, con la possibilità per le Commissioni di dare pareri e di emendare il testo. La Lega è per una soluzione più snella, perché con emendamenti pesanti si dovrebbe ripartire da zero. Anche su questo, non si raggiunge un accordo. Quando Salvini lascia la riunione, intorno alle 22, la strada si annuncia in salita. E infatti il vicepremier, che aveva annunciato il testo in Cdm, davanti alle telecamere si fa più prudente: "Lavori in corso, le cose vanno fatte bene".

Tornano così a livelli di guardia le tensioni nel governo. Salvini in tv annuncia una stretta su Airbnb per trovare le risorse e dice che farà saltare l'esecutivo solo se gli dicono no al taglio delle tasse. Quanto alla procedura Ue, la definisce "folle" e "preoccupante" ma si dice ottimista che non ci sarà.

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