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30.12.2010

Università,Colle promulga la legge

Ma sottolinea alcune "criticità"

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato la legge di riforma dell'università, aggiungendo alcune osservazioni. Il capo dello Stato ha infatti inviato al presidente del Consiglio una lettera auspicando che, con successivi interventi legislativi, e "con ampio confronto", si risolvano "talune criticità" riscontrate nel testo.

"Costruttivo confronto con le parti"
Nella lettera al presidente del Consiglio, Napolitano auspica che si approdi alle opportune correzioni attraverso "un costruttivo confronto con tutte le parti interessate".

Criticità in tre articoli
Le criticità individuate dal Colle, si legge in una nota della Presidenza della Repubblica, sono in particolare negli articoli 4 (borse di studio), 23 (contratti di insegnamento) e 26 della legge la legge chiamata "Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario".

Borse di studio: criterio "non coerente"
Giorgio Napolitano considera "non coerente con il criterio del merito" la parte dell'art.4 della legge che prevede l'assegnazione delle borse di studio con una "riserva" che tiene conto dell'appartenenza territoriale degli studenti.

Professore aggregato
"Per quel che riguarda l'articolo 6, concernente il titolo di professore aggregato - si legge ancora - pur non lasciando la norma, da un punto di vista sostanziale, spazio a dubbi interpretativi della reale volontà del legislatore - si attende che ai fini di un auspicabile migliore coordinamento formale, il governo adempia senza indugio all'impegno assunto dal Ministro Gelmini nella seduta del 21 dicembre in Senato, eventualmente attraverso la soppressione del comma 5 dell'articolo".

Contratti di insegnamento
Quanto all'art. 23, "nel disciplinare i contratti per attività di insegnamento, appare di dubbia ragionevolezza nella parte in cui aggiunge una limitazione oggettiva riferita al reddito ai requisiti soggettivi di carattere scientifico e professionale".

Per art. 26 si segua Corte Costituzionale
"Infine è opportuno che l'art. 26, nel prevedere l'interpretazione autentica dell'art. 1, comma 1, del decreto legge n. 2 del 2004 sia formulato in termini non equivoci e corrispondenti al consolidato indirizzo giurisprudenziale della Corte Costituzionale".

"Il governo intregri le risorse per la riforma"
Il Presidente della Repubblica sottolinea poi che è importante per il governo (in esecuzione degli ordini del giorno Valditara e altri G 28.100, Rusconi ed altri G24.301, accolti nella seduta del 21 dicembre in Senato) dare luogo alle integrazioni sul piano dei contenuti e delle riserve alla legge approvata dai due rami del Parlamento. 

Gelmini soddisfatta: "Osservazioni non su punti portanti"
Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, commenta: "Esprimo la mia piena soddisfazione per la promulgazione della legge da parte del Presidente della Repubblica. Terremo in massima considerazione le sue osservazioni. Appare evidente dall'analisi dei punti rilevati che nessuno di essi tocca elementi portanti e qualificanti della legge. Aver approvato la legge sull'università è un segnale positivo per il Paese perché dimostra che, seppur tra mille difficoltà, è possibile realizzare le riforme".

Studenti: "Chiederemo a rettori di disobbedire"
Gli studenti di LINK-Coordinamento Universitario restano sul piede di guerra: "Non siamo sorpresi. Il presidente Napolitano ci ha ricevuto e ascoltato con rispetto, ma non ci aspettavamo che fosse lui a dare battaglia al posto nostro. A bloccare la riforma Gelmini dovranno essere gli studenti, i dottorandi, i precari, i ricercatori, i tecnici-amministrativi, tutti coloro che vivono sulla propria pelle la schiavitù della precarietà e il furto di futuro operato da questa riforma". Dunque "il piano della mobilitazione, ora, si sposta dal parlamento verso il governo, con l'attesa dei decreti attuativi, e verso gli atenei, con l'adeguamento degli statuti universitari alla nuova legge". "Chiediamo fin da subito a tutti i rettori di disobbedire, e su questo daremo battaglia dal basso".

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