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DirettaCanale 51

17/12/2009

"Su internet inni alla violenza"

Schifani: "Facebook molto pericoloso"

"Dobbiamo fare qualcosa per evitare che sui siti internet ci siano veri e propri inni alla violenza". Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani, auspicando un intervento legislativo "avendo come faro di riferimento la libert di espressione". Ma il Parlamento "deve fare qualcosa", ha aggiunto. Poi un riferimento a Facebook, definito "pi pericoloso dei gruppi degli anni 70". L "si leggono inni all'istigazione alla violenza".

"E' opportuno che la disciplina su siti dai contenuti inaccettabili per la loro istigazione alla violenza venga definita con legge ordinaria e non con la fretta imposta da un decreto legge. Ma qualcosa va fatto". Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani nel corso dello scambio degli auguri natalizi con la stampa parlamentare, riferendosi ai siti inneggianti al gesto dello squilibrato che ha colpito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Certi siti, ha aggiunto, "sono l'aggregazione di frange che amplificano l'odio di minoranze e rischiano di autoalimentarsi". Vanno certamente rispettare le liberta' di espressione e manifestazione, ha proseguito la seconda carica dello Stato, ma "biosogna garantire anche ad altri di poter svolgere le proprie manifestazioni di piazza senza essere disturbati da proteste fin sotto il palco, com'e' successo domenica scorsa".

"I cittadini - ha aggiunto - rigettano la politica urlata e chi cerca solo lo scontro non fa il bene del Paese e dei cittadini che chiedono la governabilita'". Anche con le necessarie riforme della seconda parte della Costituzione e in ogni caso la politica deve dare l'esempio di capacita' di parlarsi oppure "rischiamo l'anticamera dell'emergenza se non ci si prova". Schifani ha insistito sull'importanza delle parole di Giorgio Napolitano che "chiede il confronto civile, l'abbassamento dei toni, uno spazio di interlocuzione, piu' che di dialogo, pur nella distinzione dei diversi ruoli" di maggioranza e opposizione.

''Le preoccupazioni del presidente del Senato riflettono una realta' che non esiste, banalmente perche' Facebook non e' cio' che Schifani pensa che sia''. E' questo il commento della redazione di Libertiamo.it, la rivista online dell'associazione presieduta dal deputato del PdL Benedetto Della Vedova.

''Ci sono tante parole sul web - si legge nell'articolo - molte cose intelligenti e molte cose stupide, ma sono sempre e soltanto parole, che tutti possono leggere e che tutti possono segnalare alle autorita', se si ritiene che rappresentino un'istigazione alla violenza o un'apologia di reato''.

''Dire che Facebook (non alcuni gruppi di Facebook, ma proprio Facebook!) e' pericoloso - continua Libertiamo.it - significa sostenere che e' pericolosa la liberta' di comunicare e scambiarsi idee. A ritenere pericolosi i social network sono i regimi totalitari, non le democrazie come la nostra''.


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COMMENTI

21/12/09

roberto

X raffaele.Facebook ha lo scopo primario di mantenere i contatti tra le persone,pertanto bisogna mettere NOME E COGNOME. Se l'ex compagno delle elementari ti cerca, non ti trova su FB se hai un altro nome!i miei quasi 1000 contatti hanno tutti nome e cognome. Lo studente ke intervenuto ad annozero aveva perfettamente ragione.Anke se metti un nome di fantasia e violi la legge, hai un IP ke ti rende rintracciabile, quindi informati, ke altrimenti sarai sempre vittima delle menzogne politiche.
18/12/09

luis

Schifani solo un'altro dei vecchi ciechi e sordi,il suo amico Maroni ha dimenticato quando scaricava musica illegale da internet?Queste persone non sono degne di servire(e guadagnare)fior di soldi dicendo sciocchezze,vediamo di annullare le amicizie con i russi piuttosto,o anche Schifani st cercando il suo quarto d'ora di notoriet?Se vuole pu andare su facebook,in quella pagina tutti sono ben accolti,anche i vecchi.
Siamo in democrazia,non dimenticarlo.
18/12/09

momo

Facebook non ha colpe: se chi crea o si iscrive a certi gruppi commette un reato, basta fare in modo di andare a prenderlo... con l'IP, se si riesce. Questo problema vale per molti siti, ma nessuno finora ha pensato di chiudere internet (o no?!)
18/12/09

Claude Milanese

X MAURO
se lei mi insultasse o minacciasse di morte su FaceBook o su un'altro blog/social network ed io lo scoprissi farei denuncia alla procura, la procura attiverebbe la PolPostale, lei sarebbe rintracciato, processato e condannato.
Il tutto con le attuali leggi vigenti.
Non si faccia prendere per il naso dal "celodurismo" di questo governo (che ho votato) e dalla improvvisa mania di creare la Vietolandia x gli allocchi.
Buon Natale.