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DirettaCanale 51

2/11/2009

Alfano: pronti alla riforma da soli

"Ma sarebbe meglio trovare un'intesa"

L'ideale sarebbe quello di lavorare d'intesa con l'opposizione, ma se questa non ci dovesse essere, allora si può procedere anche da soli. Così, il Guardasigilli Angelino Alfano sulla riforma della giustizia avverte: "Al bivio tra la paralisi e la decisione in ottemperanza con quanto voluto dagli elettori noi sceglieremo non di rimanere fermi ma di procedere". E sul caso Cucchi una promessa: "Il governo vuole sapere la verità".

Per il ministro, insomma, intervistato a Mattino 5 da Maurizio Belpietro, c'è uno scopo unico che bisogna piortare a termine: " 'Abbiamo anche un dovere etico - sottolinea - che nasce dalla nuova fase democratica che consegna al governo uomini votati direttamente dal popolo: cioe' l'obbligo di fare quello che abbiamo promesso in campagna elettorale''. Quindi la rofoprma della giustizia, con o senza opposiizone, di deve fare.

Caso Cucchi
Sul mistero della morte in carcere di Stefano Cucchi una rassicurazione: "Ho telefonato al procuratore della Repubblica per dargli pieno sostegno alle indagini, per raccomandargli solerzia e spero che nelle prossime ore si possa aggiungere qualche bagliore di verita', qualche elemento certo che ci metta nelle condizioni di scoprire cosa e' accaduto". Dunque, Alfano sostiene che "di certo c'e' una cosa" e cioe' che "il governo vuole scoprire la verita', sapere che e' successo, chiarire che i nostri sono istituti di pena in una grande democrazia liberale dove non e' ammesso nulla di quello che si sospetta in questa fase. Aspettiamo le indagini che mi auguro essere rapide per avere un punto di chiarezza. L'inchiesta giudiziaria - assicura - e' stata assolutamente celere e solerte, sono fiducioso in riscontri rapidi".

Suicidio Blefari
Quanto al suicidio della brigatista, Alfano sostiene che a stabilire che Diana Blefari Melazzi ''fosse non incompatibile con la detenzione carceraria, tenuto conto del suo stato psicofisico, e' stata la magistratura''. Quindi, ''non e' il ministro della Giustizia a decidere chi deve o non deve stare in carcere'", anche se il Guardasigilli ribadisce di aver avviato un'inchiesta amministrativa per verificare le condizioni di detenzione della neobrigatista suicidatasi a Rebibbia. ''La' dove si trovava detenuta - afferma - le condizioni ambientali non erano denotate da sovraffollamento o da situazioni poco dignitose''. In ogni caso - conclude - come per la vicenda della morte di Stefano Cucchi ''nessuna ombra deve rimanere su casi cosi' delicati'', motivo per cui il ministro ''ha raccomandato la massima celerita' possibile'' per la conclusione dell'inchiesta interna all'amministrazione penitenziaria.

Ultimo aggiornamento ore 11:46


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