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DirettaCanale 51

27/5/2009

Sicilia, "Non si cambia alleanza"

Il monito dei vertici Pdl a Lombardo

I coordinatori nazionali e regionali del Pdl, oltre ai capigruppo di Camera e Senato, rivolgono un "sereno ma fermo appello" al presidente della Sicilia, Raffaele Lombardo "affinché riparta da un confronto che coinvolga tutte le forze che hanno vinto le elezioni regionali". Il Pdl giudica "inaccettabili i modi e i tempi prescelti da Lombardo" e chiede che a breve lui stesso convochi un tavolo "con gli alleati della maggioranza scelta dagli elettori".

Quarantotto ore. Tanto, con ogni probabilità, si dovrà aspettare per vedere "rinascere" la nuova giunta regionale siciliana. Lo ha confermato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, parlando a Porta a Porta, a due giorni dalla decisione di azzerare la giunta dell'isola. Una scelta dettata, secondo il governatore, da insostenibili tensioni interne alla maggioranza di centrodestra. Lombardo, leader del Movimento per l'autonomia, ora vuole rifondare il governo regionale "sulla base di un programma": "Chi ci sta ci sta e mi auguro che ci stia anche il Pdl. Anzi, ha detto il presidente nel corso della registrazione della trasmissione -, sono certo che ci sara'". Ma i modi (e i tempi) usati dal governatore non sono piaciuti ai vertici nazionali del Popolo della libertà, che costituisce l'asse portante dell'alleanza che ha portato Lombardo alla guida dell'Ars.

"Sono inaccettabili modi e tempi prescelti dal presidente Lombardo, rivoltosi 'a pezzi di partiti e a chi ci sta', con un disegno di evidente rottura della maggioranza che lo ha eletto" si legge in una nota diramata in serata dopo il vertice romano a cui hanno partecipato i tre coordinatori nazionali del Pdl, Sandro Bondi, Denis Verdini e Ignazio La Russa, i coordinatori dell'Isola, Giuseppe Castiglione e Domenico Nania, e il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. Il partito, però, vuole evitare la rottura e cerca di rimettere la barra dritta. Chiede così a Lombardo di avviare un confronto che porti, dopo il voto per Europee e Amministrative, a varare una nuova giunta condivisa.


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