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16/6/2007

Gay Pride mette in crisi l'Unione

Tanti slogan contro Prodi e il Pd

Ci sono i ministri, che salutano, ma non sfilano per non creare ulteriori difficoltà al governo e c'è la sinistra radicale in blocco, che rilancia la legge sui Dico. Non c'è, invece, il Partito Democratico, e non solo perché non è ancora nato. L'assenza si nota assai e infatti i più criticati, dopo Prodi e Ratzinger, sono proprio Ds e Margherita. Tanti slogan contro il governo ''Prodi Prodi dove sei, oggi Roma è tutta gay'' è uno dei tanti

Se non e' devastante come la visita di Bush, il Gay Pride qualche imbarazzo al centrosinistra lo crea. I 500 mila che sfilano per le vie di Roma, allegri e colorati, rivendicano diritti, laicita', parita', ironizzano e criticano le presunte ingerenze del Vaticano. Ma soprattutto mettono il dito nella piaga chiedendo che quel che c'era nel programma dell'Unione, la legge sulle unioni civili, venga approvata. ''Questa e la migliore sveglia a Prodi e al suo governo - dicono gli organizzatori - siamo pronti a restituire le nostre tessere di partito in segno di protesta contro chi non ha fatto nulla in favore dei gay''.

In piazza ministri e partiti condividono. ''Serve uno scatto da parte di tutto il mondo politico, di destra, di centro e di sinistra, credente e non, affinche' si arrivi a capire che riconoscere i diritti e rispettare le persone e' l'unico modo per una giusta convivenza e una maggiore civilta''' dice il ministro delle Pari Opportunita' Barbara Pollastrini, fino all'ultimo indecisa se andare o meno, affacciandosi a porta San Paolo. Lo stesso fanno i colleghi Ferrero e Pecoraro Scanio. ''La legge sui Dico va approvata: erano nel programma della coalizione e l'Unione ha preso i voti per questo'' afferma il ministro della Solidarieta' Sociale che ammette la ''contraddizione'' che c'e' nel governo ''tra il programma e le difficolta' per realizzarlo''. ''Cerchiamo di diventare piu' europei - gli fa eco il ministro dell'Ambiente - facciamo in modo che l'Italia abbia una Legge serie sulle coppie di fatto''. In prima fila anche Giordano, Boselli, Manconi, Grillini, Angius, Salvi, Zingaretti. Arriva la solidarieta' di Bobo Craxi. Il leader di Prc sfila fino alla fine, in maniche di camicia sottobraccio a Wladimir Luxuria, l'onorevole-star. ''E' doveroso un maggiore impegno sui Dico - dice - la voce che viene da questa piazza non puo' restare inascoltata''.

Al di la' dei proclami, tutti sanno che in Parlamento sara' tutt'altra storia. Basta vedere il silenzio di Ds e Margherita; ascoltare le parole della Bindi: ''c'e' liberta' di manifestazione; chiaramente su alcuni aspetti della loro piattaforma le scelte che ha fatto il governo vanno in senso esattamente opposto''. E basta leggere le dichiarazioni di Udeur e Idv. ''Contestiamo la presenza di ministri e di esponenti della maggioranza oggi in piazza - dice il capogruppo alla Camera Mauro Fabris, alter ego di Mastella - quando essi intendono dare alla loro presenza il valore di un sostegno da parte del governo alle tesi del liberismo e del relativismo etico. E' bene ricordare che, su questi temi, la maggioranza dell'Unione in Parlamento non c'e'''. Piu' soft il capogruppo dei dipietristi, Donati: ''quella dei ministri che scendono sostanzialmente in piazza e' una moda che ci lascia sempre piu' perplessi''.

E la Cdl? Viste le difficolta' si limita a qualche colpo di fioretto. ''Le piazze italiane che erano il punto di forza della sinistra oggi ne certificano il fallimento nella sua esperienza di governo'' sottolinea il capogruppo forzista Schifani. Mentre l'Udc, con Ronconi, definisce ''inconcepibile'' la presenza dei cattolici del centrosinistra con una maggioranza che sfila in una manifestazione ''anticlericale e anticattolica''. Di diverso avviso Benedetto Della Vedova (Fi), unico rappresentante dell'opposizione alla sfilata: ''Il centrodestra faccia un passo in avanti''.