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21/11/2006

Berlusconi: basta con palazzo Chigi

"Nè premier, nè al Quirinale"

Silvio Berlusconi non farà più il presidente del Consiglio nè andrà mai al Quirinale. Queste sarebbero le intenzioni del leader della Cdl, le cui parole sono state riportate dal quotidiano Libero dopo una serata tra una ristretta cerchia di amici. "Certo che torneremo al governo, ma una cosa ve la anticipo. In qualunque caso non sarò io a rientrare a Palazzo Chigi", dice Silvio Berlusconi. "Ho già dato, mi basta".

"L'uomo giusto c'è già ma per favore niente nomi", ha aggiunto Berlusconi non lasciando indizi sulla sua successione. L'ex premier nega anche ogni interesse per la carica di Presidente della Repubblica: "Niente Quirinale, per carità. Con la politica operativa ho chiuso. Per il capo dello Stato un nome ce l'ho e lo faccio: Gianni Letta. E' il migliore di tutti". Berlusconi aggiunge che "il governo Prodi non cadrà adesso e neppure domani".

"La questione è semplice: manca il killer", spiega l'ex premier, che esclude la possibilità che sia l'attuale ministro degli Esteri Massimo D'Alema a guidare un nuovo esecutivo. Il leader di Forza Italia aggiunge che "i comunisti" sono "troppo sotto nei sondaggi per rischiare nuove elezioni", e snocciola l'ultimo dato in suo possesso: "Casa delle libertà 56%, centrosinistra 44%". Berlusconi esclude anche l'ipotesi di mandare a casa il governo di Prodi con un voto di sfiducia al Senato, dove il centrosinistra ha una maggioranza strettissima. "I senatori, anche i miei, non hanno nessuna voglia di tornare a casa. Non adesso e lo hanno già dimostrato nelle ultime votazioni".

Sul Quirinale, Berlusconi non risparmia le critiche di parzialità agli ex presidenti della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano. "Quando uno diventa presidente della Repubblica dichiara al mondo la sua imparzialità ma credetemi, non è così fino in fondo. Alla fine prevale sempre l'appartenenza a una fede politica e culturale. Non vi dico che cosa mi ha fatto penare Ciampi e con Napolitano è la stessa cosa: erano, sono e saranno di sinistra".