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Monti: "Siamo vicini alla ripresa economica"Alle parti sociali: l'Italia è nelle vostre mani

"Il pericolo che correvamo era quello di una crisi finanziaria come quella al di là del mare"

05 Set 2012 - 16:16
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 © LaPresse

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Anche se "la ripresa non si vede nei numeri, invito tutti a constatare che è dentro di noi. Adesso è alla portata del nostro Paese e credo che arriverà presto". Mario Monti assicura che la ripresa è vicina e che finalmente "siamo ripartiti". "Un anno fa - avverte - rischiavamo una crisi finanziaria come al di là del mare". E, al tavolo con le parti sociali, lancia un appello: "La sorte del Paese è nelle vostre mani".

"Il governo ha fatto il suo dovere, ora tocca alle parti sociali"
"L'esecutivo ha cercato di mettere in ordine la finanza pubblica, in buona parte riuscendoci - ha sottolineato il premier in un'intervista a TgNorba24 -. Ha fatto riforme che toccava al governo promuovere o fare come la riforma delle pensioni e quella del mercato del lavoro, ma le parti sociali italiane sono molto mature e consapevoli" e il governo "le aiuterà a rendersi veramente conto che molto della sorte dei lavoratori, degli imprenditori e del Paese è nelle loro mani, non solo e non tanto nelle mani del governo".

Il rischio scongiurato
"Se pensiamo a un anno fa - ha aggiunto ancora Monti - non eravamo ben consapevoli, ma rischiavamo di essere travolti da una crisi finanziaria come era avvenuto al di là del mare. Quest'anno questa prospettiva è decisamente allontanata".

"Siamo ripartiti" spiega e, riferendosi alla sua partecipazione, venerdì, alla Fiera del Levante, dichiara: "Io sono molto lieto di questa occasione di intervento a Bari alla Fiera del levante; pensiamo a un anno fa, all'inaugurazione della precedente Fiera del Levante".

E fa riferimento alla vicinanza fisica della realtà pugliese a quella greca. "Bari - dice infatti - guarda alla Grecia, Paese che tutti amiamo e dal quale abbiamo tutti preso tanto culturalmente e storicamente. Un anno fa non eravamo ancora ben consapevoli ma rischiavamo di essere travolti da una crisi finanziaria": appunto, una crisi finanziaria molto simile a quella che ha travolto Atene.

L'Italia si è guadagnata il rispetto che merita
"Siamo tra i Paesi - sottolinea - che decidono come risolvere il problema greco. Siamo rispettati, inseriti in un circuito di decisioni. Questo non è piovuto dal cielo, ma è il risultato di una presa di coscienza della classe politica, del governo e dei cittadini, per creare una base più sicura all'economia italiana, con gli inevitabili sacrifici".