Consigli di viaggio

La salute non va in vacanza

Estate, i consigli per la villeggiatura

22 Giu 2012 - 09:27
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"La salute non va in vacanza e, prima di partire, sarebbe bene mettere in valigia tanto buon senso". Sono le parole del direttore generale dell'azienda ospedaliera San Camillo Forlanini, Aldo Morrone, in occasione del convegno "La salute dei viaggiatori: che cosa fare per non ammalarsi in vacanza".   
Per evitare spiacevoli inconvenienti o, peggio ancora, malattie anche gravi e comunque in grado di rovinare la villeggiatura, è innanzitutto necessario partire con consapevolezza. Spiega Morrone: "E' opportuno informarsi su tutte le profilassi da eseguire prima del viaggio, sui farmaci da portare con sé e su alimenti e bevande che sarebbe bene evitare, soprattutto quando si intendono esplorare zone esotiche".  Per questo il San Camillo Forlanini insieme alla Fiavet Lazio (Federazione italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo) pubblica una breve una guida con i consigli dei medici specialisti dell'ospedale romano per le vacanze verso le mete più a rischio. 
Ecco le avvertenze principali da non dimenticare. 
Innanzi tutto pensiamo ai bambini: Il pediatra, Mauro Calvani del San Camillo, consiglia: "La salute dei bambini in viaggio va curata attraverso tre comportamenti: prevenzione, vaccinazioni e chemioprofilassi". E raccomanda: "4-6 settimane prima di un viaggio medio-lungo, la famiglia deve rivolgersi al pediatra che, in base alla destinazione, può capire se ci sono indicazioni o controindicazioni da fornirle". Calvani ricorda poi che per alcune destinazioni occorre un po' di cautela: "Molti Paesi sono a rischio contagio di malattie infettive che noi non abbiamo, come ad esempio l'epatite A, la febbre gialla o la malaria, per le quali non esiste un vaccino e bisogna iniziare l'assunzione di farmaci specifici 3-4 settimane prima della partenza". Ci sono poi alcuni comportamenti che vanno tenuti ben presenti per evitare sgradevoli sorprese. E' fondamentale fare attenzione all'acqua che si beve, spesso responsabile di problemi di dissenteria, e controllare il cibo, preferendo alimenti cotti, sigillati, non cucinati sul posto. Attenzione anche ai bambini molto piccoli: “Dopo le prime 48 ore di vita, i bambini possono affrontare anche spostamenti in aereo, purché siano sani e non presentino problematiche respiratorie: questo perché in aereo, con l’aria  pressurizzata, durante il decollo e l’atterraggio si potrebbero avere disturbi all’orecchio. Un consiglio utile è, mentre l’aereo è in salita o discesa, far deglutire o succhiare il latte”.
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Spiega l'infettivologa Lucia Miglioresi: "Se ci si trova in zone rurali  o dove è più forte il rischio di malaria nella stagione umida, bisogna evitare i contatti con le zanzare “anofeles” che trasmettono la malaria o le “aedes Egipti” che portano la febbre gialla. Si raccomanda l’uso di  repellenti, dormire sotto a zanzariere impregnate di insetticida, non esporsi nelle ore serali in cui è più frequente, utilizzare vestiti lunghi che coprono tutto il corpo. Se si viene punti, c’è un periodo di incubazione che dura dai 7 ai 60 giorni e quindi ormai si è già rientrati a casa. Entro i 2 mesi successivi al rientro, quando compare una febbre, è sempre bene sospettare che si tratti di malaria. Bisogna rivolgersi a centri di malattie infettive e tropicali ed eseguire i test. Si tratta di malattie curabili, ma la diagnosi può essere difficile, perché i sintomi sono disparati".  

Ai viaggiatori di una certa età, invece, il geriatra Flavio Cursi, dirigente medico al San Camillo, suggerisce: "Ai pazienti che decidono una partenza, consigliamo di sottoporsi un mese prima a una visita geriatrica per stilare un programma preventivo personalizzato. Se per esempio il paziente sta seguendo una terapia antipertensiva a base di diuretici oppure deve fare una vacanza in montagna ad alta quota, il consiglio è avere una scorta d'acqua di 2 o 3 litri se il posto è particolarmente caldo, nell'arco delle 24 ore. Se l'anziano ha un'insufficienza venosa agli arti inferiori, consigliamo un tipo di calza che si compra in farmacia con la prescrizione del medico". Importante è anche il modo in cui esporsi al sole: chi è affetto da osteoporosi, deve prendere il sole fra le 7 e le 11, "perché c’è una luce particolare che aiuta le ossa: è il momento di sfruttare mare e montagna. Dannosa l’esposizione nelle ore calde: dalle 11.30 alle 16: si perdono invece  liquidi senza accorgersene, i raggi solari bruciano e basta, perdono la  loro funzione terapeutica". 
In sintesi, ecco il vademecum:
1 – Andare dal medico un mese prima della data del viaggio
2 – Eseguire le vaccinazioni; non dimenticare i farmaci necessari
3 – Nelle località esotiche evitare i cibi cotti locali, bere acqua solo da bottiglie confezionate
4 – Bambini: evitare viaggi in aereo, se si hanno problemi respiratori; evitare località in alta quota
5 – Anziani: bere 2-3 litri d’acqua al giorno; evitare esposizione solare nelle ore più calde; sfruttare le ore del mattino, utili per le ossa; 
6 – Malaria: dormire sotto zanzariere impregnate di insetticida; non esporsi nelle ore serali; utilizzare vestiti lunghi; se nei due mesi successivi al rientro, compare la febbre, può trattarsi di malaria.