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Investire in modo consapevole? Basta conoscere i propri limiti

Investire in modo consapevole? Basta conoscere i propri limiti

L’aspetto emotivo gioca un ruolo importante nella gestione dei nostri investimenti. Quando si tratta di comprare un prodotto finanziario o di scegliere quale azione piazzare in portafoglio, spesso non vengono considerati tutti gli aspetti “rilevanti”. Si preferisce utilizzare delle “scorciatoie mentali” che aiutano sì a decidere ma non sempre una maniera ottimale.

Come l’euristica influenza le scelte di investimento
Si definisce procedimento euristico un metodo di approccio alla soluzione dei problemi che non segue un chiaro percorso, ma predilige l’intuito e lo stato temporaneo delle circostanze. In altre parole, si tratta di scorciatoie mentali che agiscono come “influenzatori occulti” delle nostre decisioni. Ce ne sono di tre tipi.

L’ancoraggio
L’ancoraggio è quella forza che ci vincola a un prezzo, a un valore o a un’opinione. Inconsciamente tendiamo a stare troppo vicini all’appiglio che ci è stato fornito. Per rendere meglio l’idea, ipotizziamo che il report di una banca fissi il prezzo “corretto” (fair price) di un certo titolo a 20 euro. Il nostro comportamento sarà influenzato da questo dato, portandoci a vendere o acquistare il titolo tenendo come riferimento 20 euro. In questo caso è bene informarsi il più possibile e confrontare il dato con altre valutazioni e opinioni.

La rappresentatività
La seconda euristica che analizziamo è quella della rappresentatività. Accade che la nostra mente, in questo caso, riesca a trovare delle similitudini o delle somiglianze con situazioni che conosciamo, che ci hanno raccontato o che abbiamo vissuto. Un esempio tipico è quello di paragonare l’ultima crisi finanziaria con quella del 1929. È sempre meglio capire la cause della crisi odierna, invece di fare paragoni con quanto accaduto in passato. 

La disponibilità
La terza scorciatoia mentale che siamo portati ad adottare quando pensiamo agli investimenti è quella della disponibilità. Nel processo decisionale siamo influenzati da quanto facilmente troviamo le informazioni che pensiamo ci possano servire. Se un titolo riempie le pagine dei giornali può finire più probabilmente nel portafoglio rispetto a uno “meno famoso”. Siamo attratti da ciò che si trova più facilmente, di cui si parla di più, ma non è detto che questo rappresenti la scelta più remunerativa, nel lungo periodo, per il nostro portafoglio.
La “familiarity bias” rappresenta il rischio di cedere a un pregiudizio positivo verso ciò che conosciamo meglio. Chi ha questo pregiudizio tende a decidere solo su ciò che conosce, senza considerare quello che esula dal proprio bagaglio di conoscenze. Per esempio, gli investitori in genere sono più disposti a considerare gli investimenti nella propria nazione rispetto a quelli internazionali.

L’importanza della consulenza
Per rendere l’investimento il più mirato e profittevole possibile, è bene sottolineare l’importanza di affidarsi ad un consulente indipendente. Tra i motivi più importanti i per l’investitore ci sono sicuramente i minori costi di gestione e il peso diverso delle commissioni rispetto a quanto accade con un consulente della banca. Bisogna anche aggiungere una diversa proposta tra i prodotti di investimento che, nel caso di un consulente esterno - oggi accessibile anche comodamente online - non sono di norma legati agli interessi dell’istituto di credito.

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