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Occupazione in Italia, il 2020 inizia all'insegna della cautela

Secondo lʼindagine MEOS a livello nazionale nei primi tre mesi dellʼanno la Previsione netta sull'Occupazione è pari al +1%

Nel suo ultimo Economic Outlook l’Ocse ha ritoccato al rialzo la previsione di crescita economica dell’Italia di quest’anno, indicando ora un più 0,2 per cento del Pil a fronte della crescita a zero stimata lo scorso settembre. A comporre il quadro complessivo della situazione, ci sono anche diverse tessere che riguardano il mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre si attesta al 9,8%, in lieve diminuzione sia su base annuale sia mensile. Il dato positivo, però, si fermerebbe qui: la maggior parte delle aziende, però, non è pronta a fare assunzioni nella prima parte del 2020, così come racconta l'ultima indagine MEOS (Manpower Employment Outlook Survey) relativa ai primi tre mesi dell'anno alle porte. L’86% delle imprese non intravede alcun cambiamento dello scenario generale tanto che il saldo nella Previsione Netta sull’Occupazione è pari allo 0%, che diventa +1% al netto delle variazioni stagionali.

 

Se si guarda allo storico dei dati, il trend continua a essere negativo: le previsioni di assunzione diminuiscono di 3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 2 punti percentuali rispetto all’anno scorso. 

 

Il settore in cui è prevista maggiore crescita è quello “Pubblico e Sociale", mentre a livello geografico il mercato del lavoro più forte è quello del Nord Ovest.

“Le previsioni del MEOS per il primo trimestre 2020 sono in linea con i trend attuali. Nel corso del 2019 abbiamo assistito a un lieve incremento nei vari settori e nelle differenti regioni; questo riflette una nuova propensione da parte dei datori di lavoro nell’implementazione di nuove strategie innovative per rafforzare il tessuto della propria comunità aziendale", afferma Riccardo Barberis, CEO ManpowerGroup Italia - “poiché la domanda di talenti in Italia aumenta, i datori di lavoro devono massimizzare efficacemente le loro strategie aziendali  per attrarre le migliori risorse. Considerato che, solo cinque anni fa, molte delle posizioni di cui abbiamo bisogno oggi non esistevano ancora, investire nelle nuove competenze è sicuramente un elemento chiave per aumentare la crescita della produttività in Italia”, chiosa Barberis.

 

DOVE SI ASSUME DI PIÙ?

Per il prossimo trimestre i datori di lavoro di tre delle quattro regioni prevedono un aumento del numero di lavoratori. I dati più positivi provengono dal Nord Ovest, con una prospettiva di crescita dell'Occupazione netta al +6%, seguito dal Nord Est, con un + 5%. Si prevedono modesti aumenti occupazionali anche nell'Italia centrale (+1%), mentre nel Sud e Isole è prevista una consistente flessione del mercato delle assunzioni pari al -11%.

I SETTORI PIÙ FORTI

I datori di lavoro prevedono, per il prossimo trimestre, un incremento delle assunzioni in 4 settori industriali su 10: significativi il settore pubblico e nel sociale, con una crescita dell’occupazione netta del 6%, e il settore dell’hôtellerie e della ristorazione (+ 2%). Dall’altra parte, i datori di lavoro nei restanti sei settori prevedono un taglio occupazionale: dal settore agricolo, caccia, pesca e silvicoltura, al settore dei trasporti e alle comunicazioni, la Previsione Netta sull'Occupazione attesta un decremento del 3%. In calo del 2% anche il settore finanziario, assicurativo, immobiliare e dei servizi e il settore del commercio all'ingrosso e al dettaglio.

MEGLIO LE GRANDI AZIENDE

Per quanto riguarda le dimensioni aziendali, i datori di lavoro delle quattro categorie analizzate si aspettano un incremento nel prossimo trimestre. I datori di lavoro delle grandi aziende (oltre 250 dipendenti) dichiarano solide intenzioni di assunzione con una previsione di crescita netta del 18%; si prevede una crescita occupazionale rilevante (+12%) anche per le medie imprese (50-249 dipendenti), mentre le piccole imprese (10-49  dipendenti) e le micro imprese (meno di 10 dipendenti) prefigurano un modesto incremento dell’1%.

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