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Tra le cause dello spopolamento anche l’assenza di infrastrutture digitali

Secondo una ricerca sullo spopolamento redatta dall’Università di Padova, il 42,3% degli italiani adulti (oltre 21 milioni di persone) è pronto a lasciare il proprio paese alla ricerca di maggiori opportunità economiche e lavorative (83%), servizi di livello europeo per il tempo libero e i consumi (79%) e migliore connettività e accessibilità a internet, importante per il 64,6% degli intervistati (16,3 milioni di adulti).

La ricerca, commissionata da Eolo al Centro Studi di Community Group dell’ateneo padovano, ha analizzato le cause economico sociali dello spopolamento e l’impatto di questo fenomeno sull’economia del Paese, evidenziando come la fuga dai piccoli borghi sia lo specchio di un tessuto economico in crisi in misura maggiore rispetto ad altre zone del nostro Paese. Nelle “aree bianche”, dove vengono creati oltre 181 miliardi di euro di valore aggiunto ma dove al tempo stesso le infrastrutture a banda larga sono inesistenti ed è poco probabile che vengano create nel prossimo futuro, le imprese siano più piccole rispetto alla media nazionale e molto più votate alla manifattura. E il nanismo imprenditoriale e la scarsa vocazione all’export penalizza in maniera consistente le aziende in questi territori: nelle “aree bianche”, che comprendono circa 5.100 Comuni (due terzi di tutti i Comuni italiani) il tasso di mortalità delle imprese è 5 volte superiore a quello delle aree coperte e il tasso di disoccupazione è cresciuto negli ultimi 4 anni del 4,4%, a fronte di una crescita dell’1,9% nelle aree coperte da connettività ultraveloce.

La diretta conseguenza, chiarisce lo studio, è lo spopolamento: dal 2011 al 2018 i Comuni nelle “aree bianche” sono passati da una popolazione complessiva di 11.140.645 persone a 11.022.401 cittadini (-1,1%), con la fuga di oltre 118mila persone verso aree coperte o parzialmente coperte da infrastrutture digitali (rispettivamente +2,8% e +1,6% di popolazione).
Secondo la ricerca, inoltre, lo spopolamento colpisce direttamente e pesantemente l’industria del Made in Italy: il 35% degli addetti dei Comuni area bianca lavora infatti nella manifattura (contro il 15% dei comuni coperti), e di questi il 15% nei prodotti tradizionali italiani (moda, arredamento e cibo), a fronte del 6% nei Comuni coperti. Dati che dimostrano chiaramente come una migliore connettività e accessibilità a internet, oltre che uno stimolo contro l’abbandono dei piccoli borghi, è anche fondamentale per incrementare la competitività delle aziende.
E che spiegano il motivo dell’impegno di Eolo nella campagna “Missione Comune” contro lo spopolamento: “Se anche noi privati aiuteremo queste cittadine ad evolversi sui servizi digitali – sottolinea il fondatore e presidente dell’azienda, Luca Spada – credo potremmo dare un incentivo anche ai più giovani ad investire sul loro futuro proprio partendo dai loro luoghi natali. Come ad Esino Lario, che negli ultimi anni ha incrementato la sua popolazione anche grazie alla presenza di servizi infrastrutturali di base e dotazioni smart, a riprova di quanto sia importante e indispensabile un’offerta di questo genere anche in cittadine così piccole”.

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