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Lo spopolamento dei piccoli comuni, emergenza nazionale

Lo spopolamento dei piccoli comuni, emergenza nazionale

Il 73% dei comuni italiani vanta meno di 5 mila abitanti e questi centri rappresentano una delle grandi ricchezze del nostro Paese. Tra di essi ci sono alcuni tra i borghi più belli d’Italia, e il 94% di loro vanta almeno un prodotto dop. Eppure, queste piccole realtà continuano inesorabilmente a spopolarsi: negli ultimi anni sono “fuggite” dai piccoli Comuni quasi 118.000 persone, pari a tutti gli abitanti di una città come Bergamo. E all’inizio di aprile il sindaco di uno di questi borghi, Esino Lario, ha annunciato provocatoriamente di essere pronto a mettere in vendita il suo comune.

Un’iniziativa, ha spiegato sui principali mezzi d’informazione italiani il primo cittadino Pietro Pensa, necessaria per reperire “nuove risorse economiche che ci consentano di proseguire nei progetti di sviluppo e innovazione” anche a costo di “sacrificare parte del nostro amato patrimonio”.
Una boutade che ha scatenato una vasta eco mediatica: solo successivamente si è scoperto che l’iniziativa faceva parte di un progetto, promosso da Eolo (il principale operatore italiano di banda ultralarga wireless), per intervenire e sensibilizzare proprio sul tema dello spopolamento dei piccoli Comuni. Un’“emergenza nazionale sileziosa”, l’ha definita Luca Spada, presidente e fondatore dell’azienda, che “crea gravi danni all’economia e alla cultura del nostro Paese”. E contro la quale da diversi anni Eolo si impegna nell’ottica di “un puro desiderio di restituzione e vicinanza ai territori dove operiamo e sui quali osserviamo giorno dopo giorno l’impatto positivo che la banda larga genera concretamente”. E 4 anni fa, nell’ambito di un progetto con il ministero dello Sviluppo Economico per l’abbattimento del digital divide, “abbiamo conosciuto tantissime realtà territoriali in grande spopolamento e abbandonate, e abbiamo capito che se non c’è infrastruttura e rete internet mancano anche i servizi di base”.

Un’analisi confermata anche dal sindaco di Esino che spiegava come “le spese per un Comune che vuole rimanere competitivo e attrattivo sono tante”: non solo per la gestione e la manutenzione di infrastrutture e strutture pubbliche, ma anche per dare ai cittadini “la possibilità di accedere in modo più semplice ed immediato a servizi di connessione a internet più veloci, per riuscire anche noi ad evolverci verso i concetti più innovativi di città smart e per poter offrire ai nostri concittadini, giovani e meno giovani, la possibilità di pensare al loro futuro anche qui”.
Il presidente di Eolo ha quindi spiegato di aver chiesto al primo cittadino del borgo lariano “di aiutarmi a far discutere del tema, nella speranza che questa provocazione aiuti ad attivare energie positive per salvaguardare l’immenso patrimonio dei piccoli centri”. Così è partita l’iniziativa che, chiamata “Missione Comune”, è stata sostenuta immediatamente anche dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani: “Abbiamo appoggiato immediatamente il progetto – commenta Massimo Castelli, Coordinatore Nazionale Anci Piccoli Comuni – condividendone l’alto obiettivo di invertire il flusso dello spopolamento dei piccoli comuni italiani. Come Anci siamo infatti fiduciosi che grazie alla sinergia tra iniziative di imprenditori come Luca Spada e le istituzioni nazionali e locali, i piccoli comuni potranno recuperare attrattività e tornare a popolarsi”. Con il progetto, Eolo offre infatti ai Comuni con meno di 5 mila abitanti la possibilità, attraverso attività online di promozione del territorio, di partecipare alla distribuzione delle risorse (beni e servizi per un valore totale di un milione di euro, pari all’1% del fatturato dell’azienda).

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