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Yahoo!, due spie russe accusate dellʼhackeraggio: uno già in arresto

Obiettivo delle spie erano materiale legato alla sicurezza e a personale diplomatico e militare. Uno arrestato in Canada, altre tre sono ricercati

Yahoo!, due spie russe accusate dell'hackeraggio: uno già in arresto

Il dipartimento americano di Giustizia ha formalizzato le accuse contro due spie russe e due hacker per l'intrusione informatica a danno di Yahoo, quella risalente alla fine del 2014 ma annunciata dal gruppo tecnologico soltanto il 22 settembre scorso. Gli account colpiti erano stati oltre 500 milioni.

Uno arrestato in Canada - Ad essere accusati sono due membri dell'agenzia d'intelligence russa Fsb, quella sanzionata, tra le altre, dall'amministrazione Obama alla fine dello scorso dicembre per l'interferenza nelle elezioni presidenziali Usa. La Fsb è il successore del Kgb. Dei due hacker arruolati dai russi, uno è stato arrestato martedì in Canada.

Le due spie russe accusate sono Dmitry Aleksandrovich Dokuchaev, 33 anni, e Igor Anatolyevich Sushchin, 43 anni, entrambi cittadini russi. I pirati informatici da loro "protetti, guidati, agevolati e pagati per collezionare informazioni attraverso intrusioni informatiche in Usa e altrove" sono Alexsey Alexseyevich Belan, un cittadino russo di 29 anni residente in Russia, e Karim Baratov, cittadino 22enne kazako e canadese residente in Canada.

Durante una conferenza stampa, un funzionario del dipartimento di Giustizia ha ricordato che Belan è l'hacker criminale "most wanted" dall'Fbi dal novembre 2013; era già stato accusato due volte dagli Usa di essersi intrufolato in aziende di e-commerce a danno di milioni di consumatori: nel giugno 2013 fu arrestato su richiesta di Washington in un Paese europeo ma fu poi capace di fuggire in Russia prima della sua estradizione. Siccome tra gli Usa e la Russia non c'è un trattato per l'estradizione, le autorità Usa sarebbero capaci di catturare i tre accusati ancora liberi solo se viaggiano in un Paese che è poi disposto a consegnarli agli Usa.

Nel mirino anche giornalisti e dirigenti russi - Nel mirino degli hacker, accusati dalla giustizia Usa, c'erano anche giornalisti e dirigenti governativi russi, nonché dipendenti di una importante azienda russa di cybersecurity e di una banca d'investimenti russa. Tra gli obiettivi pure aziende di altri Paesi: un'azienda di trasporti francese e una società svizzera che usa la moneta virtuale Bitcoin. Lo afferma il dipartimento di Giustizia.

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