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Essebsi: "Cattureremo il terzo terrorista" Tunisi, il racconto dell'attentato a "Terra!"

Il 29 marzo marcia di solidarietà per le vittime e contro il terrorismo. Intanto il commando che ha organizzato l'attentato invita "i fratelli " a colpire ancora

- I terroristi che hanno attaccato il Museo del Bardo a Tunisi "erano tre e uno di loro è in fuga". Lo ha detto il presidente tunisino Béji Caïd Essebsi, aggiungendo che "non andrà lontano". Secondo il governo, i due aggressori uccisi dalle teste di cuoio sono stati addestrati in Libia. Le autorità intanto hanno arrestato più di venti presunti attivisti legati all'attentato dove sono morti 21 turisti. Sul web spunta il documento-racconto dell'attacco.

    Il 29 marzo marcia per le vittime a Tunisi - Beji Caid Essebsi ha poi annunciato che "il 29 marzo si terrà una marcia di solidarietà per le vittime dell'attentato al Museo del Bardo e contro il terrorismo". Verrà anche inaugurata una stele in onore delle vittime. Il corteo partirà da Bab Saadoun con destinazione il Bardo e la sede del Parlamento.

    Essebsi: "Non saremo mai governati dalla sharia" -  "La Tunisia non sarà mai governata dalla sharia", ha infine ribadito il presidente tunisino. "La Tunisia resta un porto di democrazia, ma non è più un porto di pace. Nella gioventù scoraggiata, spesso disperata, l'appello jihadista ha funzionato". "Quattromila tunisini - ha continuato Essebsi - si sono arruolati nella jihad in Siria, Libia o altrove. E circa 400 sono tornati qui, dove rappresentano una sfida. Senza parlare degli altri 5 o 6mila a cui abbiamo impedito di partire".

    Il commando dell'attentato invita "i fratelli " a colpire ancora - Il commando dell'attacco di Tunisi invita "i fratelli" a colpire ancora i turisti, citando quelli "americani, britannici, francesi e israeliani". "Investiteli con le auto, sgozzateli sulle spiagge e affogateli nel mare" è l'appello che un complice del commando fa in un documento ottenuto da "Terra", il settimanale di Toni Capuozzo in onda domani su Retequattro.

    Il documento-racconto dell'attacco a "Terra!" - Mentre a Tunisi è in corso una resa dei conti all'interno degli apparati di sicurezza, responsabili di errori, sottovalutazioni e persino connivenze nell’attacco al Museo del Bardo, "Terra!" ha messo le mani sul racconto sconvolgente dell’operazione terrorista, scritto da un complice del commando. Rintracciato in Rete, il documento è pubblico, e ha lo scopo, oltre che di celebrare l’attacco, di dimostrare a jihadisti simpatizzanti, ai cosiddetti “lupi solitari”, quanto sia facile compiere un attacco. È, esplicitamente, un invito all'emulazione: si racconta, ad esempio, come il commando si sia procurato le armi a buon mercato. Nel documento, in onda su "Terra!" lunedì, si racconta la tragica vicenda come fosse una normale giornata. Inizia con "è una giornata di sole", continua con "come sia facile reperire le armi" e conclude con "tra gli infedeli risparmiare i bambini, uccidere stranieri, poliziotti e apostati".

    Cia: "In Siria e in Iraq lo slancio dell'Isis è stato smorzato" - "Lo slancio dell'Isis in Iraq e in Siria è stato fermato". Parola del direttore della Cia, John Brennan, che assicura come i militanti dello Stato islamico "non sono più all'offensiva come diversi mesi fa". "Il nostro lavoro con la controffensiva sta dando i suoi frutti e sta facendo registrare grandi progressi".

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