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Siria, nuovi raid sul Ghouta: è strage | Onu: "Situazione oltre lʼimmaginabile"

Lʼappello di Amnesty International: "Un nuovo crimine di guerra". Intanto sale la tensione tra Erdogan e Assad

Strage di vittime sul Ghouta dove oltre 250 persone sono morte e mille ferite, secondo quando riferisce l'Osservatorio siriano. Intanto nuovi raid proseguono al quarto giorno di attacchi sulla regione alla periferia est di Damasco. Le Nazioni Unite lanciano un appello per la cessazione dei bombardamenti. "La situazione va oltre l'immaginazione", afferma il coordinatore Onu Panos Moumtzis.

L'appello di Amnesty - L'escalation della campagna di bombardamenti nella Ghouta orientale, da parte delle forze governative siriane e di quelle russe loro alleate, ha causato nell'ultimo mese decine e decine di morti e centinaia di feriti. "Il governo siriano, sostenuto dalla Russia, sta intenzionalmente colpendo i suoi cittadini della Ghouta orientale. Non solo questa popolazione soffre a causa di un assedio crudele che si protrae da sette anni, ma ora è anche intrappolata sotto intensi bombardamenti quotidiani che costituiscono evidenti crimini di guerra", ha dichiarato Diana Semaan, ricercatrice di Amnesty International sulla Siria.

"Tutte le parti che prendono parte al conflitto siriano devono rispettare i loro obblighi di diritto internazionale umanitario e garantire tanto un passaggio sicuro ai civili che vogliono lasciare l'area sotto i bombardamenti quanto l'ingresso privo di ostacoli delle organizzazioni umanitarie, in modo che possano fornire aiuti vitali alle centinaia di migliaia di persone della Ghouta orientale che ne hanno bisogno", ha concluso Semaan.

Le truppe di Assad entrano ad Afrin, la Turchia bombarda - Un mese esatto dopo l'inizio dell'offensiva turca su Afrin, nel nord della Siria, milizie fedeli al regime di Damasco sono entrate nell'enclave per cercare di dare man forte alle unità curde, portando a livelli di guardia le tensioni tra Ankara e Damasco. L'artiglieria turca ha immediatamente risposto, costringendo le milizie filo-Assad a ritirarsi di una decina di chilometri, secondo l'agenzia turca Anadolu. La televisione siriana ha mostrato immagini dei bombardamenti, che hanno costretto anche alcuni giornalisti a fuggire per mettersi al riparo.

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