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Congresso Usa, repubblicani e dem dʼaccordo sulle sanzioni alla Russia

Donald Trump era contrario. E il presidente attacca il New York Times: fece saltare la cattura di Al Baghdadi

Congresso Usa, repubblicani e dem d'accordo sulle sanzioni alla Russia

Il Congresso ha raggiunto un accordo bipartisan su un pacchetto di nuove sanzioni nei confronti della Russia da adottare come punizione per le presunte interferenze nelle elezioni americane del 2016 e per le sue aggressioni militari in Ucraina e Siria. Una circostanza che prefigura uno showdown tra Capitol Hill e il presidente Donald Trump, contrario a procedere in questa direzione.

La decisione giunge inoltre in un momento di particolare tensione per gli sviluppi sul cosiddetto "Russiagate". L'accordo raggiunto tra democratici e repubblicani si riferisce a un disegno di legge che include inoltre un irrigidimento di provvedimenti economici verso Corea del Nord e Iran.

E' tuttavia la parte relativa alla Russia che si prospetta più problematica. Alla luce dell'accordo, il testo potrebbe passare già nei prossimi giorni, prima quindi della chiusura del Congresso per la pausa estiva. Ma potrebbe innescare un braccio di ferro con il presidente la cui linea sarebbe di ammorbidire le sanzioni verso Mosca. Trump potrebbe porvi il veto ma con l'inchiesta sul cosiddetto "Russiagate" in corso risulterebbe una mossa a rischio.

Intanto Trump attacca il New York Times (che risponde) - Il presidente comunque ne ha per tutti, stampa compresa. "Il fallimentare New York Times ha vanificato gli sforzi degli Usa - scrive in un tweet - per uccidere il terrorista più ricercato, Al Baghdadi. La loro agenda malata sulla Sicurezza Nazionale"


Il giornale replica: "Il Pentagono non obiettò alla pubblicazione dell'articolo". E prova a spiegare il misterioso messaggio di Trump, ricostruendo le circostanze che possano averlo ispirato. Il Nyt ipotizza che il presidente possa aver reagito ad un servizio di Fox News trasmesso proprio prima che Trump intervenisse su Twitter e in cui si citava il generale americano Tony Thomas che, durante un forum, ha dichiarato che le forze americane erano particolarmente vicine ad al Baghadi quando, in un'incursione del 2015, erano state recuperate informazioni. "Una pista ottima. - ha detto Thomas - Sfortunatamente venne fatta filtrare da un importante quotidiano nazionale una settimana dopo e la pista scomparve".

Secondo Fox il generale si riferiva ad un articolo del New York Times del giugno 2015. "Il Pentagono non pose alcuna obiezione alla pubblicazione dell'articolo e nessun funzionario americano senior se ne è mai lamentato pubblicamente fino ad ora", scrive il New York Times.

 

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