FOTO24 VIDEO24 Logo Mediaset ComingSoon.it Donne logo mastergame Grazia Meteo.it People sportmediaset_negative sportmediaset_positive TGCOM24 meteo.it
Podcast DirettaCanale 51
Temi del momento

Libia e Svizzera fanno "pace"

Libia e Svizzera hanno firmato un documento sulle relazioni tra i due Paesi.

Torna così il sereno nei rapporti tra Tripoli e Berna dopo un lungo periodo di tensione durante il quale la Libia aveva deciso anche al blocco dei visti per i passeggeri dell'area Schengen. Intanto il cittadino svizzero Max Goeldi, arrestato per aver violato le norme sull'immigrazione, lascerà oggi la Libia.

L'uomo d'affari svizzero liberato tre giorni fa in Libia tornerà dunque in patria. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri svizzero Micheline Calmy-Rey, spiegando che i due Paesi hanno firmato un "piano d'azione" per risolvere la crisi diplomatica. L'accordo è stato firmato alla presenza del ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos, in qualità di presidente di turno dell'Ue.

Berna si scusa con Tripoli
La Svizzera si è scusata con la Libia per la pubblicazione, nel 2008, delle foto dell'arresto del figlio di Muammar Gheddafi, Hannibal, e di sua moglie. Lo ha riferito il ministro degli Esteri elvetico Micheline Calmy-Rey. Le foto, pubblicate dal quotidiano "La Tribune" dopo l'arresto di Hannibal e della moglie, accusati di aver maltrattato una dipendente, scatenarono una crisi diplomatica tra i due Paesi che poi si allargò a tutta l'Unione Europea. Le autorità libiche arrestarono e condannarono due imprenditori due svizzeri per violazione delle norme sull'immigrazione: Rachid Hamdani, successivamente liberato, e Max Goeldi, rilasciato due giorni fa. Le condanne furono interpretate come una ritorsione da parte di Tripoli nei confronti della Svizzera.

Successivamente Berna stilò una lista nera di 188 autorità libiche, compresi Muammar Gheddafi e il ministro degli Esteri Moussa Koussa, ai quali fu vietato il visto di ingresso nei Paesi Schengen. La risposta di Tripoli fu il divieto di ingresso in Libia a tutti i cittadini provenienti dai Paesi Schengen, blocco revocato dopo la cancellazione delle restrizioni imposte ai 188 libici. 

"Risarcimento danni" al figlio di Gheddafi
Hannibal Gheddafi, il figlio del leader libico Muammar Gheddafi, ha ottenuto il risarcimento di 1,5 milioni di euro dal cantone di Ginevra per la pubblicazione sulla stampa svizzera di due foto scattate dalla polizia elvetica, al momento del suo arresto, nel luglio del 2008. Lo ha annunciato oggi il capo della diplomazia libica. "Il tribunale ha dato ragione ad Hannibal Gheddafi e ha deciso di concedere l'indennizzo", ha detto Moussa Koussa dopo la firma dell'accordo fra Berna e Tripoli che ha aperto la strada per la normalizzazione dei rapporti fra i due Paesi. Secondo Koussa, "la decisione della giustizia elvetica è stata applicata e la somma già trasferita su un conto bancario" del figlio di Gheddafi.