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3.6.2010

Flottiglia, italiani a Istanbul

Israele rilascia tutti gli attivisti

Sono atterrati a Istanbul i 5 attivisti italiani partiti da Tel Aviv, dopo il rilascio da parte di Israele di tutte le persone fermate - 466 -  nel blitz contro la flottiglia filo-palestinese. Angela Lano, Marcello Faraggi, Giuseppe Fallisi, Manuel Zani (quest' ultimo già in Italia), e Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin "sono un po' provati, ma stanno bene", ha affermato il viceconsole Giribone. Il sesto italiano, Luppichini, sarà rimpatriato oggi.

Dei cinque italiani arrivati ad Istanbul dopo l'espulsione da Israele, Manuel Zani è già rientrato in Italia in mattinata con un volo per Roma, altri tre con un volo per Milano, mentre un quarto sarebbe in partenza per il Belgio. Lo rendono noto fonti consolari.

Fallisi: "Siamo stati picchiati"
"Siamo stati picchiati, prima sulla nave dai militari e poi ancora poco fa all'aeroporto di Tel Aviv" dalla polizia. E' il racconto di Giuseppe Fallisi, uno degli attivisti italiani arrivati a Istanbul. "Ci picchiavano ad esempio se non ci sedevamo, e dopo averci picchiati ci mandavano i medici a visitarci", afferma il tenore milanese. "Siamo stati portati in un carcere in mezzo al deserto, appena finito di costruire: sembrava lo avessero costruito apposta per noi. In prigione non ci sono state violenze, avevamo a disposizione anche una doccia", ha raccontato Fallisi. 

"Un vero e proprio sequestro"
"Abbiamo subito un vero e proprio rapimento, sia sulla nave che in prigione, dove non avevamo nessun tipo di diritto: non potevamo fare telefonate, chiamare i nostri avvocati", ha testimoniato di Angela Lano, l'unica donna tra gli attivisti italiani fermati durante il blitz israeliano contro la flottiglia filo-palestinese. "Sono anni che mi occupo di Palestina - ha affermato la giornalista torinese, 47 anni - ma la violenza che ho visto su quelle navi è stata incredibile". "Ho già chiamato mio marito: ora è molto più tranquillo'', ha aggiunto la Lano.

Poco prima della partenza per Istanbul, Manolo Luppichini, l'unico dei sei attivisti italiani rimasto in Israele perché privo di passaporto, è rimasto coinvolto in una ''violenta discussione'' con le forze di polizia israeliane. Lo ha raccontato al suo arrivo in Turchia Giuseppe Fallisi. ''Un ragazzo di origine palestinese di nome Osama si è messo a discutere con la polizia, sono cominciate a volare parole grosse e qualche sberla, a quel punto Manolo è intervenuto per difenderlo. I poliziotti lo hanno portato via", ha detto Fallisi. "Quando stavamo per muoverci per l'aeroporto, io ho chiesto che fine avesse fatto Manolo, la polizia mi ha risposto che sarebbe arrivato di lì a poco e invece non l'ho più visto".

Le vittime sono turche
Su nove attivisti morti durante il raid israeliano sulla flottiglia otto sono turchi e uno americano di origine turca. Sono stati tutti raggiunti da colpi d'arma da fuoco. Lo scrive l'agenzia turca Anadolu citando i medici legali.

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