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4.4.2010

S.Africa,ucciso leader estremista

Non voleva pagare due contadini

Il leader dei bianchi sudafricani di estrema destra Eugene Terreblanche, feroce oppositore dell'uguaglianza tra bianchi e neri, è stato ucciso a bastonate e a colpi di machete nella sua fattoria. Terreblanche, 69 anni, cercò di impedire la fine dell'Apartheid anche con sanguinosi attentati dinamitardi messi in atto dalla sua organizzazione nei primi anni Novanta. Sembra sia stato ucciso perché non voleva pagare due suoi contadini.

Terreblanche è stato uno dei più feroci oppositori dell'uguaglianza tra bianchi e neri e uno strenuo combattente contro l'abolizione dell'apartheid. Leader dei bianchi sudafricani di estrema destra, è stato ucciso a bastonate e a colpi di machete nella sua fattoria.

Ucciso perché non voleva pagare 60 euro
Una lite per il mancato pagamento di due stipendi mensili da 30 euro è stato alla base dell'omicidio dell'ex leader bianco razzista sudafricano Eugene Terreblanche, 69 anni, ucciso da due dipendenti nella sua fattoria nel nord-ovest del paese. I due contadini, di 21 e 15 anni, hanno raccontato alla polizia che il loro principale si rifiutava di pagare loro lo stipendio mensile di 300 rand (30 dollari). Era scoppiata una lite e, secondo i due, Terreblanche li aveva aggrediti. L'uomo è stato ucciso a colpi di machete e di tubi per l'irrigazione.

I due contadini intanto sono finiti in manette, accusati appunto di aver massacrato il capo del Movimento di resistenza Afrikaner.

Sempre contro l'aparthedi
Terreblanche, 69 anni, cercò di impedire in ogni modo la fine dell'apartheid anche con sanguinosi attentati dinamitardi messi in atto dalla sua organizzazione nei primi anni Novanta, ma da tempo viveva piuttosto ritirato. Il sito online di News 24, citando un esponente del suo partito Awb (movimento di resistenza Afrikaner), ha scritto in serata che "Terreblanche è stato massacrato nella sua azienda agricola", situata nel nord-ovest del paese. Secondo la polizia, citata dall'agenzia Sapa, l'assalto sarebbe avvenuto apparentemente in seguito a una lite con due dipendenti di Terreblanche, tra cui un minorenne, per degli stipendi non pagati.

I due sono stati arrestati sotto l'accusa di omicidio. Terreblanche - per i nemici semplicemente E.T - ha sempre ispirato la sua azione politica, dai tratti filo-nazisti, ai principi della supremazia bianca. Negli ultimi tempi viveva in relativa oscurità nonostante il revival di due anni fa del suo partito e i recenti sforzi di formare un fronte unito tra i gruppi bianchi di estrema destra.

"Ci sarà una vendetta"
Malgrado l'omicidio non sembri avere connotazioni politiche, il partito di estrema destra sudafricani ha dichiarato che vendicherà l'assassinio. Lo Awb (Afrikaner Werstandsbeweging, movimento di resistenza Afrikaner) ha però chiesto ai suoi affiliati di restare calmi per il momento e di non reagire nell'immediato. ''Contrariamente a quello che vogliono i nostri membri - ha detto il segretario generale del partito, André Visagie - chiediamo loro di restare calmi per ora''. Visagie ha precisato che il movimento, il cui scopo e' il ritorno al regime razzista dell'apartheid, si riunirà il primo maggio per decidere le azioni future. ''Decideremo cosa fare per vendicare la morte di Terreblanche - ha detto il segretario generale dell'Awb -. Sceglieremo modalità d'azione specifiche e agiremo. In che modo, lo decideremo in occasione della nostra conferenza''.

Il presidente Zuma invita alla calma
Il presidente sudafricano Jacob Zuma ha lanciato un appello alla calma dopo l'assassinio dell'estremista bianco di destra Eugene Terreblanche, mettendo in guardia contro ogni provocazione che ''alimenterebbe l'odio sociale''.

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