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DirettaCanale 51

29/6/2009

Golpe Honduras, migliaia in corteo

Sostenitori Zelaya sfidano coprifuoco

Migliaia di simpatizzanti del capo dello Stato honduregno, Manuel Zelaya, si trovano davanti alla residenza presidenziale a Tegucigalpa, per protestare contro il golpe militare contro lo stesso Zelaya. "Siamo disposti a rimanere mobilizzati in modo permanente nonostante il coprifuoco imposto dalle autorit", ha detto un dirigente dei contadini, che, tra gli altri, accompagnato da studenti, operai e indigeni.

Finora non stato ancora reso noto il numero delle persone arrestate durante il golpe. L'ambasciatore Usa a Tegucigalpa, Hugo Llorens, che ha condannato energicamente il colpo di Stato, ha sottolineato che tutte le persone catturate devono essere posti in liberta' quanto prima. Llorens ha inoltre smentito che il parlamentare Cesar Ham,del partito di sinistra Unificacion Democratica, sia stato ucciso dai militari, come hanno riferito alcune agenzie.

Ham e' l'uomo che per conto di Zelaya ha gestito la questione del referendum popolare in programma ieri, convocata per permettere una riforma costituzionale che avrebbe a sua volta potuto aprire la strada ad una rielezione del presidente.

Riunita l'Onu
L'Assemblea generale delle Nazioni unite si riunira' oggi per esaminare la situazione politica in Honduras, dove il presidente Manuel Zelaya e' stato destituito e fatto partire per il Costa Rica a seguito di un golpe militare. Lo annuncia un portavoce dell'Onu. Il presidente dell'Assemblea generale, il nicaraguense Miguel d'Escoto, ha programmato la riunione per mezzogiorno (le 17:00 ora italiana), a seguito di una richiesta dell'ambasciatore dell'Honduras presso l'Onu, Jorge Reina Idiaquez.

Chavez minaccia la guerra, Micheletti risponde: "Siamo pronti"
Roberto Micheletti, il presidente designato in Honduras dopo la deposizione di Manuel Zelaya, ha respinto le minacce di intervento militare del capo dello Stato venezuelano Hugo Chavez dopo il colpo di stato. "Vedo con molta preoccupazione quello che dice Chavez senza riflettere, che non venga a minacciarci", ha ammonito Micheletti, aggiungendo di essere "totalmente sicuro del nostro esercito, che  pronto ad intervenire".


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