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Armeni: l'Olocausto dimentacato

Sterminate un milione di persone

"Medz Yeghern", in armeno sigifica il grande male e indica la tragedia di un popolo molto spesso dimenticata.

Più di un milione di persone originarie dall'Armenia sono state sterminate e deportate prima e dopo la Grande guerra, dai turchi. La questione del genocidio armeno è stato riportato all'attenzione dei media dopo che la parte bassa del Parlamento francese ha approvato un disegno di legge che punisce chi lo nega.

Questa termine indica due eventi distinti ma legati fra loro. Il primo indica la campagna di armeni condatta dal sultano ottomano Abd-ul-hamid II, negli anni 1894-1896. Il secondo è legato alla deportazione ed eliminazione sistematica compiuta dal governo guidato dai Giovani turchi tra il 1915 e il 1916.

Nel 1890 l'Impero Ottomano conta 2,5 milioni di armeni. Ma la voglia di indipendenza da parte dell'Armenia spinge i curdi ad opprimere le popolazioni che si sono ribellate. Circa 50mila persone persero la vita in una vera e propria sommossa popolare antisemita.

Nel periodo precedente la prima guerra mondiale, il clima politico nella regione era molto teso. Il governo dei Giovani turchi era succeduto all'Impero Ottomano. I russi, acerrimi nemici della Turchia, reclutavano armeni tra le fila del loro esercito. Mentre i francesi finanziavano e armavano la popolazione incintandola alla rivolta. La reazione del movimento politico turco fu molto violento. Dopo l'esecuzione di 300 nazionalisti armeni, il governo ordinò la deportazione del popolo dall'Anatolia verso i deserti della Mesopotamia e della Siria.

Le marce della morte coinvolsero 1.800.000 persone, molte delle quali morirono di fame, malattia e stenti. Altre migliaia di persone furono messacrate dalle milizie curde e dall'esercito turco. Ancora oggi non è chiaro quante persone sono morte.  Fonti turche stimano il numero dei morti in 200mila, mentre quelle armene arrivano a 2.500.000. Gli storici stimano che la cifra vari tra i 500mila e i 2.000.000 di morti.