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23/8/2006

Nucleare, Iran: "Si' ai negoziati"

Ma non si fermano gli esperimenti

L'Iran risponde alla proposta della comunità internazionale e le diplomazie prendono tempo. Nel documento il governo di Teheran si dice "pronto a negoziati seri", anche se non interrompe gli esperimenti con l'uranio. "Lasciamo che le diplomazie prendano conoscenza della risposta", ha detto un portavoce del presidente degli Usa George W. Bush. La Russia si propone come guida per chiudere la crisi nucleare iraniana.

Ari Larijani, capo dei negoziatori iraniani, ha consegnato la risposta del governo al pacchetto di incentivi offerti dai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia) più la Germania per convincere Teheran a rinunciare all'arricchimento dell'uranio.

Le diplomazie prendono tempo
Per l'Unione europea la nuova posizione iraniana merita un approfondimento. "Il documento è esteso e di conseguenza richiede un'attenta e dettagliata analisi", ha detto l'Alto rappresentante per la politica estera, Javier Solana, che resterà "in contatto" con Larijani.

Proprio Solana aveva consegnato il 6 giugno scorso a Teheran la proposta del gruppo di "Paesi 5+1", che prevede incentivi di carattere economico e tecnologico per l'Iran, compresa una cooperazione per lo sfruttamento a usi pacifici dell'energia atomica, in cambio di un impegno della Repubblica islamica a sospendere l'arricchimento dell'uranio. "Ci vorrà qualche giorno per studiare la risposta molto lunga e complessa di Teheran", ha spiegato il ministro degli esteri francese Philippe Douste-Blazy ai microfoni di France 2.

Continuano gli esperimenti
Nonostante il parziale "sì", Teheran non sospenderà gli esperimenti con l'uranio. Una posizione, quella dell'Iran, che non sorprende le diplomazie: "Naturalmente valutiamo con attenzione la risposta iraniana ma siamo anche preparati, se non si adegua alle scadenze fissate, a procedere nel Consiglio di sicurezza con le sanzioni economiche", ha detto l'ambasciatore statunitense all'Onu, John Bolton.

Mediazione russa
Se le cancellerie internazionali prendono tempo, Mosca è pronta a guidare il negoziato per chiudere la crisi nucleare iraniana. Il ministero degli Esteri russo si è offerto di mediare tra le parti per raggiungere un accordo.
  
"La Russia - ha detto Mikhail Kamynin, portavoce del ministero degli Esteri - continuerà a cercare un accordo politico negoziato sul programma nucleare iraniano che mantenga il ruolo dell'Aiea e respinga uno stemperamento dei principio della non-proliferazione".

Le ultime tappe della vicenda
Il 15 maggio l'Ue chiede all'Iran di sospendere le attività di arricchimento dell'uranio in cambio di cooperazione e fornitura di tecnologia nucleare; il ministro degli Esteri iraniano Mottaki dichiara che qualsiasi proposta di sospendere l'arricchimento è "illogica e inaccettabile".

Il 5 giugno i ministri degli Esteri del sestetto (Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) raggiungono un accordo su una proposta all'Iran di incentivi in cambio della sospensione dell'arricchimento di uranio. Se l'Iran non dovesse accettare, si minaccia l'intervento del Consiglio di sicurezza.

Il 6 giugno il capo negoziatore iraniano per il nucleare Larijani nel pacchetto di proposte delle grandi potenze vi sono "alcuni passi positivi". Teheran, comunque, non sospende l'arricchimento. Il 21 dello stesso mese il leader Ahmadinejad dichiara che il suo Paese non risponderà prima del 22 agosto alle proposte fattegli dalle grandi potenze. Bush ricorda di aver chiesto all'Iran di prendere una decisione in settimane e non mesi.

L'11 luglio Solana e Larijani si incontrano. I colloqui vengono definiti "deludenti" dal portavoce di Solana. Il 12 luglio, dopo il fallimento delle ultime trattative, i rappresentanti delle grandi potenze concordano sulla necessità di rinviare il dossier dell'Iran al Consiglio di sicurezza.

Lo scorso 31 luglio viene dato, da parte del Consiglio di sicurezza, un ultimatum all'Iran dove si minacciano sanzioni se le attività di arricchimento dell'uranio non verranno sospese entro la fine di agosto. Martedì 22 agosto l'Iran consegna la sua risposta all'ultimatum.