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24/3/2006

Fatwa contro cristiano convertito

Kabul, ulema: "Punizione esemplare"

Nonostante gli appelli dell'Occidente, la vita di Abdul Rahman, l'islamico convertito al cristianesimo, è sempre più in pericolo. Gli ulema della provincia orientale afghana di Ningarhar hanno emesso contro di lui una fatwa. Rahaman rischia quindi la condanna a morte per apostasia. "C'è bisogno di una pena esemplare", ha sentenziato il consiglio dei religiosi.

La richiesta ha trovato il consenso unanime degli ulema islamici della zona dal momento che, si legge nella fatwa, "la punizione di Abdul Rahman deve essere un monito per gli altri". La conversione è stata considerata un episodio pericoloso dal punto di vista sociale per il mantenimento delle tradizioni islamiche del paese.

Gli ulema chiedono anche al governo di Kabul di non farsi condizionare dalle richieste di assoluzioni che vengono dall'estero, condannando le pressioni internazionali in favore di Abdul Rahman come un'interferenza negli affari interni del paese. Nei giorni scorsi Condoleeza Rice, e Gianfranco Fini tra i politici italiani, erano intervenuti per chiedere un atto di clemenza.

Un altro noto ulema aghano, Abdul Raulf, ha confermato la richiesta di condanna a morte nei confronti di Rahman spiegando che "respingere l'Islam è come offendere Allah e noi non possiamo permettere che venga umiliato: quest'uomo deve morire".