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4.3.2013

Shoah, studio choc: "I campi nazisti erano
il doppio di quanto si è sempre creduto"

Secondo una ricerca del Museo dell'Olocausto di Washington i luoghi di persecuzione e morte sarebbero 42mila, più di quelli contati in passato. In questi luoghi avrebbero trovato la morte oltre 20 milioni di persone

foto LaPresse
19:03 - Il Museo dell'Olocausto di Washington riscrive la storia della Shoah: il numero dei campi nazisti in cui furono rinchiusi gli ebrei prima e durante la Seconda Guerra Mondiale era ''il doppio di quanto finora calcolato''. I ricercatori hanno catalogato oltre 42.500 istituzioni usate dal nazismo a scopi di persecuzione e di morte. Le dimensioni della macchina dello sterminio in Europa ha stupito gli stessi autori dello studio che in passato avevano stimato in 20 mila i luoghi di imprigionamento e di oppressione del regime di Adolf Hitler.

Il vasto progetto, che culminerà in una serie di volumi a stampa nel 2015, ha prodotto cifre scioccanti: da 15 a 20 milioni di persone furono uccise o detenute nei campi creati dai tedeschi o da regimi fantoccio installati dal nazismo nei paesi occupati, dalla Francia alla Romania. I siti non includono solo campi di concentramento come Dachau, Auschwitz o Bergen-Belsen ma 30 mila impianti dove lavoratori schiavi producevano scorte militari, 1.150 ghetti, mille campi di prigionieri di guerra e 500 bordelli per soldati nazisti, oltre a siti eufemisticamente definiti di ''cura'' dove donne ebree erano costrette a abortire o i loro neonati erano uccisi al momento del parto.

''Il numero è così più alto di quanto originariamente pensato'', ha detto Hartmut Berghoff, il direttore del museo: ''Sapevamo anche prima che la vita nei campi e nei ghetti era orribile, ma i numeri adesso sono incredibili''. Solo a Berlino i ricercatori hanno documentato 3mila campi e cosiddette ''case di ebrei'', mentre Amburgo aveva 1.300 siti.

Il sistema di imprigionamento usato dai nazisti era metodico ma imprevedibile: un individuo poteva passare attraverso una mezza dozzina di campi di lavoro, fabbriche o prigioni mentre altri erano spediti direttamente dai ghetti agli orrori di Treblinka o Sobibor. ''Ma i siti dell'Olocausto erano ovunque, e non si può più pensare adesso che un tedesco dell'epoca fosse ignaro di quanto stava succedendo'', ha commentato Martin Dean, uno dei coautori della ricerca.

Lo studio ha potenziali ripercussioni legali: ''Molte richieste di risarcimento sono state respinte", ha spiegato Sam Dubbin, un avvocato della Florida che rappresenta gruppi di sopravvissuti che cercano di far causa contro società di assicurazioni europee. "Perchè le vittime erano in campi di cui non si sospettava neanche l'esistenza''.

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