L'Iran di Ahmadinejad blocca Google e Gmail
Il governo degli Ayatollah sta studiando una specie di intranet locale. Un modo per controllare più da vicino i cittadini della repubblica islamica e impedire lo sfociare di proteste
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Una censura che sa di prevenzione. Per bloccare sul nascere il diffondersi di un pensiero dissidente. La Repubblica islamica Iraniana si prepara a spegnere Google in tutto il paese. E punta a trasformare il web in una specie di "intranet persiano". Una mossa che preoccupa gli oppositori del presidente Ahmadinejad: con questa mossa infatti il governo degli Ayatollah potrà controllare più da vicino gli utenti della rete e impedire il diffondersi di messaggi "pericolosi".
L'annuncio di questa rivoluzione digitale è stato fatto dalla tv pubblica Irib (Islamic Republic of Iran Broadcasting) dopo che l'emittente nazionale aveva diffuso la notizia che il motore di ricerca più famoso (e potente) del mondo avrebbe interrotto i suoi servizi nel giro di poche ore. "Google e Gmail saranno bloccate in Iran fino a data da destinarsi", ha detto un ufficiale dell'esercito.
Secondo l'Isna, l'agenzia di stampa degli studenti iraniani, il blocco di Google è la risposta degli ayatollah al film contro il profeta che ha fatto esplodere le piazze nel mondo arabo. Altri parlano invece di un'azione preventiva per stroncare sul nascere la diffusione di rivolte.
In Iran il controllo del web è costante, ossessivo. I siti antigovernativi sono oscurati. E si teme che il blocco di Google sia strumentale al governo per impedire proteste come quelle avvenute nel 2009 dopo la rielezione del presidente Ahmadinejad. Gli attivisti fino ad oggi si sono arrangiati usando i proxy, strumenti informatici per aggirare la censura. Ma questa volta si parla di un sistema parallelo, una intranet accessibile esclusivamente dall'Iran che renderebbe il web una specie di gabbia isolata dal World Wide Web. Stando alle informazioni rilasciate dai media, il sistema sarà pronto entro il marzo del 2013. E allora non ci sarà proxy in grado di superare il muro virtuale che separerà l'Iran dal resto del mondo.
