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DirettaCanale 51

28/2/2011

Ania a Tgcom: "Non mollare mai"

Con occhi di bambina, l'autrice

Un romanzo-verità, una testimonianza cruda e sincera di una vita difficile e piena di sofferenza. Tutto raccontato in Occhi di bambina: il libro edito Piemme di Ania Goledzinowska , una giovane polacca giunta in Italia per fare la modella che invece si è trovata nel racket della prostituzione a contatto con sfruttatori che non le hanno risparmiato alcuna violenza. Ha conosciuto l’inferno, poi ha trovato la luce: la fede, i sogni, la speranza. “Non ho mai smesso di sognare – racconta a Tgcom – Con la mia testimonianza vorrei arrivare al cuore della gente e lasciare un messaggio di speranza”

Il tuo libro è stato definito un romanzo-verità. Denunci violenze, l’uso di droghe, un sistema corrotto. Ti aspettavi di trovare questo degrado qui in Italia?
" No. Lo scontro con la realtà è stato durissimo. Quando ho intrapreso il viaggio verso l’Italia mi aspettavo di trovare un paese felice, le arance sugli alberi, il sole, le presone buone. E invece purtroppo non è stato così."

Parti dalla descrizione del tuo stupro. Un momento difficile da ricordare. Come mai questa scelta?
"La mia storia è quella di tante donne. E’come se avessi voluto dare voce a questo popolo di invisibili. Ho fatto un percorso molto difficile, ma volevo farlo: è stata per me una sorta di terapia."

A un certo punto parli del mondo dello spettacolo e dici che tu sapevi e vedevi tutto, ma che hai scelto di rimanere te stessa e stare fuori da certi meccanismi. Che vedevi?
"Ho visto di tutto. Come ho scritto nel libro, a un certo punto apro una porta per sbaglio e vedo un noto presentatore televisivo(preferisce non fare il nome, ndr) a letto con due trans; oppure in bagno ho trovato una presentatrice ubriaca, a terra e con le mutande abbassate. Insomma, di tutto. Io però ho sempre creduto che se hai un sogno da inseguire prima o poi si avvera. Ho scelto di continuare a studiare spettacolo, di andare per la mia strada senza chiedere favori a nessuno, di seguire un percorso e prefissarmi un traguardo: ad esempio questo libro."

Sei stata definita da molti l’anti-Ruby. Cosa ne pensi di lei,delle ragazze di Olgettina, dei festini di Arcore e del bunga bunga?
"Ho letto da qualche parte che Ruby si è convertita al cristianesimo, allora sarà la fede a salvarla. Per le ragazze di via Olgettina credo che non sia stato Berlusconi a calpestare la loro dignità, ma che siano state loro a calpestare la dignità delle donne, di tutte la altre donne che non scendono a compromessi".

Cosa diresti o consiglieresti a chi vende il proprio corpo per arrivare da qualche parte?
"I media su questo si concentrano troppo: a loro non direi niente. Dio vede e provvede, faranno in conti con la propria coscienza. Invece mi soffermerei su quelle donne che sono costrette a prostituirsi, che sono sfruttate perché ce ne sono tantissime."

C’è stato un momento in cui hai deciso di mollare tutto?
"Non uno, tantissimi. La depressione, la droga, i problemi economici continui, la miseria. Ma anche adesso: ho scritto il libro, è vero, ma semmai non posso permettermi l’affitto. Solo che io non vado da nessuno a elemosinare soldi."

Poi è arrivato Medjugorje e la fede…cosa è successo?
"Ho sempre sentito dentro di me il bisogno di andare a Medjugorje. L’amicizia con Paolo Brosio mi ha fatto scoprire la fede. Con lui poi ho litigato, sono andata in pellegrinaggio con altre persone e ho provato sensazioni inspiegabili".

A un certo punto parli della Madonna e dici che non l’hai vista come la descrivono tutti, con l’abito bianco lungo e i capelli sciolti, ma sentivi che c’era. Cosa sentivi?
"L’apparizione in sé mi ha deluso perchè non ho visto niente. Poi durante la via crucis alla seconda stazione sono caduta a terra e non volevo più continuare. A un certo punto ho sentito una spinta, ho proseguito e ho iniziato a pregare da sola, io che non avevo mai pregato in vita mia".

Se dovessi tornare indietro c’è qualcosa che non faresti?
"No.Credo che tutto quello che ho vissuto, anche se doloroso, doveva accadermi per arrvivare dove sono oggi. Penso che doveva essere così perché quando conosci l’amore di Dio non c’è niente che ti può ferire. Sei illuminato e protetto da questo amore".

Qual è il tuo messaggio?
"Voglio solo parlare con sincerità al cuore della gente, raccontare le emozioni e dare un messaggio di speranza a tutti quelli che vivono in condizioni tristi, peggiori di quelle in cui ho vissuto io".

Manuela D'Argenio

Ultimo aggiornamento ore 08:48


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