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DirettaCanale 51

27/2/2008

C'è solo l'Inter...da 100 anni

Il nuovo libro di Enzo Catania

Per noi niente è mai normale/ ne’ sconfitta ne’ vittoria/ che tanto è sempre la stessa storia/ un’ora e mezzo senza fiato/ Perché c’è solo l’Inter: così Elio e Le Storie tese hanno descritto l’essenza dell’interista, che ha occhi solo per le strisce nerazzurre, nella buona e nella cattiva sorte.

Non è stato quindi difficile per Enzo Catania, giornalista e scrittore da sempre tifoso della Beneamata, legatissimo al leggendario Peppino Prisco, scegliere il titolo per il suo libro, che ripercorre i cento anni di tormento ed estasi del Biscione.

Una storia iniziata il 9 marzo del 1908, con la “secessione dei 43 bauscia”, che lasciarono il Milan dei casciavit, deciso a non schierare più in campo giocatori stranieri, per fondare l’Internazionale, nelle sale del ristorante L’Orologio, tra pasta e fagioli, bolliti misti, torta di ricotta, vinelli rossi dell’Oltrepò Pavese.

Una storia che prosegue tra vittorie e cocenti delusioni. Una storia di gol, come i 365 segnati da Giuseppe Meazza con la maglia nerazzurra in quindici anni. Un giocatore bravissimo e insuperabile, come scrivevano i cronisti dell’epoca, ma capace anche di crisi paurose, legate alle sue irrefrenabili passioni: il sesso e il gioco. Un tipo da Inter, insomma, genio e sregolatezza. Un po’ come Bobo Vieri, per anni croce e delizia dei tifosi nerazzurri più giovani. Lui, di gol con la casacca dell’Inter ne ha segnati 143 in sei anni.

Una storia che sconfina nel mitico quando si parla del mago Helenio Herrera, il profeta del taca la bala, quello che faceva scrivere negli spogliatoi “Il Milan e la Juventus non esistono”. Una storia che s’intreccia con quella della famiglia Moratti, prima con Angelo, patron della Grande Inter degli anni Sessanta, tre campionati nazionali, due coppe dei Campioni, due Intercontinentali, e poi con Massimo. E qui la storia diventa cronaca: dopo anni di disfatte e di sfottò, arrivano gli scudetti: uno assegnato a tavolino, uno stravinto sul campo, un altro in dirittura d’arrivo.

Ecco allora il capitolo sul vero fenomeno, Zlatan Ibrahimovic, detto anche Ibracadabra, arrivato due anni fa da Torino, dopo un blitz di Oriali e Branca, che soffiarono lo svedese al Milan, quel giorno alle prese con i preliminari di Champions. Ibra ci mise poco a conquistare i tifosi, definendosi “interista sin da bambino” e diventando la punta di diamante della banda Mancini.

Enzo Catania è uomo di parte: è interista e non nasconde di esserlo. Nel volume ripercorre cento anni di calcio, italiano e internazionale, visti attraverso gli occhi del tifoso nerazzurro: il modo migliore per celebrare un secolo di storia.

Giovanni Di Stefano

Enzo Catania
C'è solo l'Inter
Edizioni Piemme
pagg. 400  Euro 17,50