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Cop22, 196 Paesi firmano dichiarazione: "Attuare lʼaccordo di Parigi" | LʼItalia si candida per il 2020

Il documento cita il protocollo di Kyoto e definisce lʼazione contro il riscaldamento globale come un processo "irreversibile"

I 196 Stati partecipanti alla Conferenza Onu sul Clima Cop22, svoltasi in Marocco, hanno firmato un documento in cui ribadiscono gli impegni assunti per l'attuazione dell'accordo di Parigi sulla lotta al riscaldamento globale. La "dichiarazione di Marrakech" cita il protocollo di Kyoto e definisce l'azione contro il riscaldamento globale come un processo "irreversibile". Il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, ha annunciato che l'Italia si candiderà a ospitare la Cop del 2020.

Cop22, la "dichiarazione di Marrakech" chiude la Conferenza sul Clima

"Noi, in rappresentanza dei Paesi sviluppati, riaffermiamo il nostro obiettivo di mobilitazione di 100 miliardi di dollari", si legge nel testo. La Carta auspica che "gli impegni entrino subito in vigore con gli obiettivi ambiziosi che si è posto l'Accordo di Parigi e nel segno dell'inclusione". La dichiarazione, inoltre, invita tutti alla "solidarietà nei confronti degli Stati più vulnerabili di fronte ai cambiamenti climatici".

Un impegno per lo sviluppo sostenibile - "Questa è la conferma dell'impegno di Marrakech", ha commentato il ministro degli Esteri marocchino Salaheddine Mezouar, presidente della Cop22. "La nostra dichiarazione è un punto di non ritorno - ha proseguito -, un passo avanti e deciso nell'era dell'azione, per lo sviluppo sostenibile. Un momento che è valso la pena celebrare. Questa conferenza sul clima ha raggiunto gli obiettivi, andando anche oltre le aspettative".

L'Italia si candida a ospitare la Cop 2020 - L'Italia contribuirà con 5 milioni di dollari a uno stanziamento da 75 milioni complessivi che i Paesi ricchi hanno destinato alle nazioni africane, per aiutarle a combattere il riscaldamento globale. Lo ha annunciato a Marrakech il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, secondo il quale sono stati fatti progressi notevoli sul tema della trasparenza sull'utilizzo degli aiuti da parte dei Paesi destinatari, lo scoglio maggiore nelle trattative di questa Conferenza. "Siamo soddisfatti dei lavori di Marrakech e orgogliosi in particolare dei rapporti con i paesi africani", ha commentato Galletti, svelando che l'Italia si candida a ospitare la Conferenza Onu sul clima che si terrà nel 2020.

Le riunioni di questa Cop22 "mi sono sembrate positive, per la determinazione a continuare sulla strada dell'impegno preso a Parigi e riaffermata qui, praticamente da tutti". "Ora che abbiamo compreso la relazione tra politiche ambientali e flussi migratori, dobbiamo studiare le soluzioni - ha aggiunto -. C'è chi pensa che basti alzare dei muri, ma le barriere possono al limite fermare gli uomini, non i cambiamenti climatici. Se non lo capiamo e in fretta, dovremo aspettarci 250 milioni di migranti ambientali entro il 2050".

Galletti: "Clima sul tavolo del G7 in Italia nel 2017" - "Porteremo avanti la sfida di Parigi e lo faremo inserendo all'ordine del giorno del tavolo del G7, che presiederemo nel 2017, proprio la lotta ai cambiamenti climatici". È l'impegno che il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, ha preso giovedì a Marrakech alla riunione plenaria della Cop22.

Rapporto: Italia "rimandata" su Parigi - Sono sei i Paesi del G20 bocciati sulle misure per attuare l'accordo di Parigi sul clima e altrettanti sono stati "rimandati". Fra questi ultimi, c'è anche l'Italia. Lo sostengono gli studi del Grantham Research Institute on Climate change e del dipartimento sugli studi ambientali della London school of Economics. Insieme, a Marrakech, a margine della Conferenza Onu sul clima, hanno presentato un'analisi impietosa. Il report, intitolato "Valutazione della consistenza delle azioni nazionali di mitigazione nel G20 rispetto all'accordo di Parigi', è uno studio che mette sul tavolo i progressi effettuati dai Paesi e il programma degli interventi futuri.

I bocciati - Argentina, Australia, Canada, Arabia Saudita, Turchia e Usa hanno fallito nell'affrontare le linee guida per l'azione climatica dettate dall'accordo di Parigi. Sono indietro e dunque hanno bisogno di più tempo per realizzare gli obiettivi. In più mancano della legislazione di base per procedere. I sei Paesi 'bocciati' mancano di leggi quadro o di regolamenti sui cambiamenti climatici e hanno bisogno di spostare gli obiettivi dai piccoli settori economici a un raggio più ampio.

I rimandati - Brasile, Cina, Francia, Germania, Italia e Gran Bretagna, con l'Unione Europea considerata come unico blocco, hanno fatto meno di quel che dovevano, rimanendo al di sotto dei target fissati a Parigi. Per esempio l'Italia deve aggiornare gli obiettivi di riduzione delle emissioni e programmarne di più ambiziosi per il 2030.

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