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Omologazioni Fca, lʼUe apre una procedura dʼinfrazione contro lʼItalia

Il nostro Paese avrà due mesi di tempo per rispondere sulle misure insufficienti per il controllo degli inquinanti nelle emissioni

La Commissione europea ha aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia per violazione delle norme Ue sull'omologazione delle auto, in particolare per le emissioni, da parte di Fiat Chryser Automobiles. Il nostro Paese ha ora due mesi di tempo per rispondere in merito alle preoccupazioni sull'adozione di misure insufficienti per il controllo degli inquinanti delle auto Fca. La casa automobilistica ha lasciato sul terreno il 4,59% a 9,65 euro.

I trucchi per limitare le emissioni nei test delle auto

Responsabilità delle autorità nazionali sul rispetto delle norme Ue - In base alle regole Ue spetta infatti alle autorità nazionali verificare che un tipo di automobile soddisfi tutte le norme prima che siano vendute. Qualora un costruttore di automobili violi gli obblighi normativi, le autorità nazionali devono adottare misure correttive (come ordinare un richiamo) e applicare sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive stabilite nella legislazione nazionale.

Il caso in questione si riferisce alle informazioni portate a conoscenza della Commissione, nel contesto del processo di mediazione tra Italia e Germania richiesto dal ministero dei Trasporti tedesco nel settembre 2016 sulle emissioni di ossidi di azoto (NOx) prodotte dal modello Fiat 500X omologato dall'Italia. La normativa Ue vieta l'uso di impianti di manipolazione come software, timer o finestre termiche, che conducono a un aumento delle emissioni di NOx al di fuori del ciclo di prova, a meno che essi non siano necessari per proteggere il motore da eventuali danni o avarie e per garantire un funzionamento sicuro del veicolo.

Come la Commissione ha più volte evidenziato, questa è un'eccezione al divieto e come tale va interpretata in maniera restrittiva. La Commissione chiede ora formalmente all'Italia di dare una risposta alle sue preoccupazioni sull'insufficiente giustificazione fornita dal costruttore in merito alla necessità tecnica, e quindi alla legittimità, dell'impianto di manipolazione usato e di chiarire se l'Italia sia venuta meno al suo obbligo di adottare misure correttive per quanto riguarda il tipo di veicolo Fca in questione e di imporre sanzioni al costruttore di automobili. Se l'Italia non darà risposta entro due mesi, la procedura d'infrazione andrà avanti.

La Commissione ha già avviato procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri che hanno rilasciato le omologazioni per il gruppo Volkswagen nell'Ue per non aver applicato le sanzioni stabilite dalle loro disposizioni nazionali, nonostante l'uso di un software di manipolazione illegale da parte di tale gruppo.

Delrio: "Ue poteva evitare la procedura, bastava chiarire" - La procedura d'infrazione Ue contro l'Italia per violazione delle norme sull'omologazione dei veicoli Fca "si doveva evitare, bastava chiedere chiarimenti ulteriori". Lo ha detto il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, precisando che "si poteva fare un dialogo normale, senza aprire una procedura". In ogni caso, ha assicurato, "siamo prontissimi a dare tutte le spiegazioni possibili".

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