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Melegatti, sfornati 500mila pandori: "Vanno a ruba, il resto del miracolo lo fa la gente"

Dopo lo spettro del fallimento e il salvataggio in extremis, la storica azienda dolciaria veronese riparte per la sua "seconda vita"

Melegatti, sfornati 500mila pandori: "Vanno a ruba, il resto del miracolo lo fa la gente"

Cinquecentomila pandori sfornati a tempo di record per non mancare sulle tavole di Natale degli italiani: Melegatti, la storica azienda dolciaria veronese, dopo lo spettro del fallimento e il salvataggio in extremis, riparte per la sua "seconda vita". Che va ben oltre ogni aspettativa. Clienti sono arrivati da tutto il Veneto nello spaccio aziendale a San Giovanni Lupatoto. I primi dolci della rinascita industriale sono stati prodotti da terzisti, in altri stabilimenti, ma la nuova proprietà ha raggiunto l'obiettivo di essere presente in alcune catene nella grande distribuzione, oltre che nello spaccio aziendale e nel temporary shop in centro a Verona. "Il resto l'ha fatto la gente", ha commentato il governatore del Veneto Luca Zaia.

Di nuovo in pista"Abbiamo sfornato 500mila pezzi, è stata una corsa contro il tempo, ma volevamo comunque essere presenti per questo Natale", ha detto Gianluca Cazzulo, ad area commerciale di Melegatti. Dichiarata fallita lo scorso 29 maggio, l'azienda è stata rilevata all'asta per 13,5 milioni di euro dal gruppo vicentino della famiglia Spezzapria.

Una parte del merito del ritorno in pista di Melegatti va agli angeli del lievito, Matteo Peraro e Davide Stopazzoni, due dipendenti che anche quando lo stabilimento era chiuso, senza percepire stipendio o rimborsi, hanno continuato ogni giorno a nutrire il lievito madre, che dev'essere coltivato quotidianamente, ed è alla base dei dolci. "Sono due eroi. Parliamo veramente di un tesoro e di qualcosa di unico - dice il presidente di Nuova Melegatti, Giacomo Pezzapria -, che forse ha anche piu' di 124 anni di storia, perché probabilmente esisteva già prima della fondazione della ditta, utilizzato da Domenico Melegatti nella sua prima pasticceria".

Ora Melegatti è ripartita, riassorbendo 35 dipendenti a tempo indeterminato. "E' evidente che non rimarremo a 35", ha sottolineato Roberto Spezzapria, presidente dell'omonimo gruppo che ha rilevato l'azienda attraverso Sominor srl. L'obiettivo della nuova proprietà è di arrivare nel 2019 a un fatturato fra i 35 e i 44 milioni di euro, con la decisa spinta della campagna di Pasqua.

Zaia: "A ruba i pandori, un gran regalo di Natale""Un grande regalo di Natale, da dedicare a tutti i lavoratori della Melegatti e, come buon auspicio e augurio, a tutti coloro che stanno vivendo un momento di difficoltà lavorativa". Così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia esprime la sua soddisfazione per le ottime notizie di mercato che giungono dalla Melegatti.

"Quella di Melegatti - aggiunge il governatore - è stata una vicenda sofferta, arrivata a un passo dall'epilogo peggiore e risolta grazie alla determinazione ferrea dei suoi lavoratori e alla lungimiranza di un'impresa che ha creduto nella possibilità di un miracolo. Il resto l'ha fatto la gente che, capito con grande sensibilità il dramma vissuto, ha voluto dare il suo contributo acquistando tantissimi di quei pandori che hanno rischiato di non esserci più, e che mi auguro invece ci saranno sempre sulle tavole dei veneti e degli italiani".

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