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Manovra, allarme Upb: web tax "svantaggia" le imprese italiane

Secondo lʼauthority dei conti pubblici, le aziende italiane pagherebbero gli altri tributi nazionali aggiungendo anche questo nuovo balzello

Manovra, allarme Upb: web tax "svantaggia" le imprese italiane

La web tax contenuta nella Legge di Bilancio "potrebbe determinare uno svantaggio competitivo delle imprese residenti". E' l'allarme dell'Upb, l'authority dei conti pubblici, precisando che le italiane pagherebbero infatti gli altri tributi nazionali aggiungendo anche questo nuovo balzello, mentre le multinazionali assolverebbero così gli obblighi con un tributo del 3%, "continuando a pagare aliquote irrisorie con fiscalità privilegiata".

Per l'Ufficio parlamentare di bilancio quindi se da un lato questa norma, rispetto "alle passate misure di recupero creditii che incentivavano la riscossione di base imponibile e quindi la tassazione dei profitti di organizzazioni stabili in Italia", non colpisce soltanto le aziende residenti poiché la nuova imposta viene prelevata sulle transazioni digitali di organizzaioni che hanno una presenza economica sul territorio.

Perché svantaggia le aziende italiane - L'autorithy afferma dunque che sebbene vengano colpite anche le aziende con una residenza estera, fondamentalmente la web tax svantaggia quelle italiane "sia rispetto al mercato tradizionale interno sia rispetto al mercato internazionale - si legge nel comunicato -. Infatti i ricavi delle imprese digitali residenti sono sottoposti non solo al nuovo tributo, ma anche alle altre imposte dirette con le aliquote vigenti in Italia, con un onere di imposta effettivo più elevato".

Perché avvantaggia le multinazionali - "Al contrario, per le multinazionali non residenti il nuovo tributo potrebbe assolvere definitivamente agli obblighi tributari in Italia continuando a pagare aliquote di imposta irrisorie nei Paesi a fiscalità privilegiata". Inoltre, poiché l'aliquota è del 3% su un tetto di 3000 transazioni annue siano esse di 1 euro o di 1.000, "le grandi multinazionali non residenti, avendo un potere di mercato assai maggiore delle imprese italiane, potrebbero operare più facilmente una traslazione del tributo sui prezzi dei servizi, senza ridurre la loro competitività".

"D’altra parte, il livello relativamente contenuto dell’aliquota di imposta sembra costituire un compromesso tra la necessità di contrastare l’elusione fiscale e l’intento di non penalizzare eccessivamente le imprese residenti".

Una possibile soluzione - "Una efficace politica di contrasto ai problemi posti dall'elusione fiscale aggressiva delle grandi multinazionali del web e dalla concorrenza fiscale 'dannosa' tra i vari sistemi tributari nazionali richiederebbe azioni di cooperazione e di coordinamento tra i diversi Paesi, ma queste decisioni sono condizionate dai tempi (lunghi) della consultazione e della decisione internazionale".

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