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Le donne tra famiglia e lavoro

- Un bonus di 80 euro al mese alle neo mamme. Un sostegno, per meglio dire, da indirizzare alle famiglie con figli sotto i tre anni e con reddito annuo inferiore ai 90 mila euro. Per il bonus si attingerà direttamente dai 500 milioni previsti per le famiglie dalla legge di Stabilità 2015. Si parla di 202 milioni di euro per 200 mila beneficiari.

“Una misura che non risolve un problema ma è comunque un segnale”, come ha spiegato il premier Matteo Renzi nel suo annuncio in tv. Quale problema? Uno studio condotto dal Censis ha rilevato che il 56% degli italiani è convinto che per sostenere i costi dell’educazione scolastica sia necessario un aiuto economico, mentre il 71% chiede sgravi fiscali e aiuti diretti per il sostentamento. È ormai qualche anno che la retta per gli asili nido comunali continua ad aumentare, arrivando a toccare in media i 302 euro al mese, che diventano oltre tremila all’anno se si prendono in considerazione i dieci mesi di uso medio del servizio, secondo un’analisi di Cittadinanzattiva basata su famiglie con un reddito di 44.200 euro l’anno con almeno un figlio a carico.

I servizi per l’infanzia, quando ci sono, sono dunque costosi e rendono sempre più difficile per le neo mamme coniugare famiglia e lavoro. Tanto che, sempre più spesso, le donne si trovano a dover scegliere tra il crearsi una famiglia o una carriera professionale. Potrebbe non essere dunque un caso che tra l’inizio della crisi economica ed il 2013 il numero delle nascite sia passato da oltre 576 mila a poco più di 514 mila. In media il numero di bambini per donna è passato dall’1,42 del 2008 all’1,39 dello scorso anno.  

Anche la pratica, ovviamente illegale, delle dimissioni in bianco (ovvero la firma delle dimissioni al momento dell’assunzione così da facilitare il licenziamento da parte dei datori di lavoro) ha remato contro il connubio madre-lavoro. Tra il 2008 ed il 2009 sono state licenziate 800 mila neo mamme, tanto che la percentuale di licenziamenti di donne subito dopo la gravidanza sul totale dei licenziamenti è salita all’8,7% dal 2% di quattro anni prima. Non solo, il rapporto Mamme nella Crisi di Save the Children, evidenzia come esista una correlazione tra tasso di occupazione e numero dei figli. All’aumentare dei secondi diminuisce il primo. Il tasso di occupazione delle donne senza figli si attesta infatti al 50,6%, contro il 45,5% delle donne con un figlio. Perde quasi dieci punti percentuali il tasso occupazionale delle madri di due figli, portandosi al 35,9% e scende ancora al 31,3% per le donne con tre o più figli. E l’allontanamento, volontario o no, delle madri dal mercato del lavoro ha anche provocato l’aumento della povertà infantile. Tanto che ad oggi, secondo Cittadinanzattiva, il tasso si attesta al 15%.

 
 

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